Napoli, le associazioni civiche in campo contro i tagli del Comune al welfare, in piazza la consigliera Mara Carfagna

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Napoli, 26 mag. – Le associazioni Napoli in Sinergia, Unione ciechi e ipovedenti Napoli, l’associazione nazionale aperta/MENTE e il sindacato Ugl Scuola sono scese in campo per protestare contro i tagli al Welfare del Comune di Napoli. Sono almeno 1200 i ragazzi disabili che non usufruiscono di alcun tipo di servizio di accompagnamento a scuola. Di questi almeno 400 sono i ragazzi che sono del tutto privi di assistenza materiale nelle aule scolastiche. Una grave situazione che si riverbera sulle famiglie napoletane che devono sopperire, spesso con enormi sacrifici economici, alle numerose carenze nel settore dell’assistenza pubblica.

NARDONE

«Siamo scesi in piazza per affermare i diritti dei ragazzi disabili e delle loro famiglie– afferma Eliana Troise, segretario provinciale di Ugl Scuola –ormai messe in ginocchio dai continui tagli. La mancanza di un coordinamento e di un ben definito piano di zona la dice lunga di quanto poco interessino al Comune di Napoli i diritti e le aspettative di tanti ragazzi che desiderano solo poter studiare come è loro diritto».

Alla manifestazione ha preso parte la consigliera comunale Mara Carfagna:

«In tutti questi anni – ha spiegato Mara Carfagna – ci sono stati enormi tagli al Welfare. Il Comune di Napoli non è l’unico grande comune vittima di questi tagli ma è, forse, l’unico comune dove si preferiscono investire i pochi fondi disponibili in feste piuttosto che in politiche sociali. La tragedia dei bambini disabili, degli anziani non autosufficienti o delle cooperative costrette a chiudere e a licenziare i lavoratori è sotto gli occhi di tutti. Evidentemente le politiche sociali non sono una priorità per questa amministrazione».

Di “festa, farina e forca”, invece, parla l’associazione Napoli in Sinergia:

«All’epoca dei Borboni il popolo veniva messo a tacere con feste, farina e forca – afferma il presidente di Napoli in Sinergia Armando Coppola –oggi, per ovvie ragioni, usare la forca non è più possibile. Resterebbe la farina, ma quella poca che è rimasta viene sprecata anziché utilizzarla per nobili scopi. Abbiamo sposato questa battaglia perché crediamo che lasciare senza assistenza i bambini disabili e non curarsi dei tantissimi lavoratori che rischiano di restare senza lavoro sia uno scempio da combattere con ogni mezzo possibile».

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Redazione

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