Napoli fuori controllo: teatro di crimini e violenza sessuale.

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E’ sera, intorno a mezzanotte una giovane poliziotta termina il suo orario di lavoro e si reca a recuperare la propria auto, parcheggiata all’interno del varco “Pisacane” del Porto di Napoli, viene seguita e colpita alla testa da un uomo che poi abusa di lei. È un immigrato del Bangladesh, ha 23 anni e non ha il permesso per stare qui. L’uomo la colpisce con un sasso, lei perde i sensi e lui la violenta. È l’atto peggiore che un uomo possa compiere nei confronti di una donna, privarla della sua capacità di scelta, della sua libertà e costringerla a subire una violenza sessuale. Nessuno, in nessuna sede sta tentando di dire che non è un fatto grave, è gravissimo. Il problema vero è la gestione della città, è la sicurezza che non esiste, il problema sono luoghi della città completamente abbandonati a sé stessi che di notte si trasformano in scene ideali per crimini cruenti .Chi violenta una donna o un bambino, deve essere messo in condizione di non farlo più, per il resto dei suoi giorni.
Continua, purtroppo, la lunghissima serie di violenze sessuali ai danni delle donne per mano di irregolari che, grazie alle scellerate politiche dei porti spalancati adottata dai governi degli ultimi anni, seguitano imperterriti a delinquere nelle grandi città .Episodi drammatici come questo non devono verificarsi mai più! Tuttavia il problema non è solo l’immigrazione clandestina. Napoli è terra di nessuno, lo dicono i turisti rapinati un giorno sì e l’altro pure, lo dicono i cittadini esasperati da questa quotidianità, lo dice la violenza subita da una poliziotta che aveva appena finito di lavorare. Ma davvero dobbiamo vivere in una città così violenta e non si può fare nulla ?
Questo ennesimo episodio di violenza – ci spinge a chiedere agli organi istituzionali politici a livello nazionale di provvedere con urgenza a revisionare le politiche immigratorie e la sicurezza urbana, intervenendo sul sistema normativo che disciplina l’operare delle Forze dell’Ordine garantendo loro di poter attuare protocolli operativi certi ed esenti da giudizi di responsabilità che molto spesso li pongono in una condizione di quasi impotenza . Inoltre il sistema di videosorveglianza nelle città va migliorato e implementato, ma da solo non è sufficiente a garantire condizioni di sicurezza.

Daniela Portella

Avvocato civilista da circa 25 anni , cattolica , due figli, oltre al territorio partenopeo ha lavorato nel nord est in particolare Udine e Trieste ove ha riscosso molto successo tra gli imprenditori e salvando molti imprenditori che erano coinvolti con contratti usurari di banche senza scrupoli . Impegnata anche in politica ha ricoperto la carica di assessore all’ecologia , sport e verde pubblico nel comune di Cardito .Da sempre a fianco delle donne contro ogni forma di violenza sulle donne ha organizzato corsi di autodifesa dedicati alle donne ‘ giù le mani ‘ che hanno riscosso molto successo