Napoli e la zona rossa: intensificati i controlli, occorre tenere alta l’attenzione

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Il prefetto chiarisce che la città non è deserta perché ci sono condizioni diverse rispetto al precedente periodo di chiusura

«Ci sono più negozi aperti e tante attività che proseguono anche in regime di lockdown. Dunque, è ragionevole aspettarsi che la città non sia del tutto deserta come qualche mese fa». Il prefetto di Napoli Valentini risponde così in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno alle presunte violazioni delle limitazioni imposte dal regime di zona rossa in Campania. «La folla in strada va interpretata e letta considerando innanzitutto che ci sono condizioni diverse rispetto al precedente periodo di chiusura, presegue il prefetto. Dunque non parlerei di disobbedienza. Poi, certo, psicologicamente più passa il tempo, minore è l’allarme e la paura. Si avverte qualche cedimento, una tensione meno forte».

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Il prefetto, poi, spiega che «Le forze di polizia non fanno solo controlli Covid, ma sono impegnate sull’ordine pubblico in generale. Dunque, non c’è una sottrazione di uomini e mezzi da altri incarichi, ma un impiego efficace e articolato su tutto il territorio cittadino. I dati dimostrano che «Nei giorni di domenica, lunedì e martedì, sottolinea Valentini, sono state controllate quasi 13mila persone ed elevate 369 sanzioni. Gli esercizi commerciali passati al vaglio sono 775, controlli in base ai quali sono state chiuse due attività e sono stati sanzionati e denunciati sessantatré titolari. Complessivamente sono stati impegnati 4.200 uomini».

Sulla questione del “delivery” consentito anche in zona rossa, il prefetto annuncia una stretta sui controlli: «All’esterno di alcuni locali che lavorano con asporto e delivery spesso i giovani hanno la tendenza a fermarsi. Consumano nei pressi del locale — cosa assolutamente vietata — e creano assembramenti sui quali è indispensabile intervenire».

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Redazione

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