Napoli batte il Cagliari 3 – 0. In rete Hamsik con la regola del tre

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Napoli, 1 ott.- La regola del tre: tre reti al Verona, tre all’Atalanta, tre al Bologna, sei al Benevento. E se non fosse stato per il rigore di Jorginho sarebbero state tre anche contro la Lazio. Tre reti per gara per un totale di 25 gol: un bottino che rende la squadra di Maurizio Sarri la più prolifica d’Europa con una media incredibile di 3,8 gol a partita. La marcia degli azzurri non conosce soste. Arriva con i tre gol fatti al Cagliari la settima vittoria consecutiva dall’inizio del campionato per i partenopei, che superano senza troppe difficoltà anche i sardi. Troppo grande è la differenza di caratura tecnico-tattica fra la squadra di Sarri e quella di Rastelli. Al Cagliari servirebbe un miracolo tecnico ed agonistico per fronteggiare adeguatamente gli avversari. Ma nel calcio i miracoli avvengono solo raramente, tanto è vero che il Cagliari non tira in porta neppure una volta per tutto l’arco della partita. Il tecnico del Napoli schiera la formazione titolare. Rientra anche Albiol, dopo due gare consecutive di assenza a causa di dolori alla schiena. In avanti è più che presente il trio delle meraviglie Callejon-Mertens-Insigne. Rastelli risponde con il caratteristico 4-3-1-2, con Joao Pedro piazzato a ridosso delle due punte, l’ex Pavoletti e Sau che, però, non riescono mai a creare problemi alla linea difensiva degli azzurri. Il Napoli è la solita squadra aggressiva e perfettamente organizzata. Difesa alta fino a centrocampo, passaggi a raffica, improvvise puntate degli attaccanti, con l’azione che si snoda prevalentemente attraverso le fasce esterne e con Mertens mobile e caricato a molla a far paura alla difesa avversaria. La gara si mette subito in discesa per il Napoli che dopo appena tre minuti di gioco trova la rete del vantaggio con Hamsik (ormai ad un solo gol da Diego Maradona che guida ancora con 115 centri la classifica dei marcatori azzurri di tutti i tempi). I padroni di casa producono e sprecano, come al solito, un buon numero di altre palle gol e raddoppiano solo nel finale di tempo con un rigore che Mertens prima si procura e poi trasforma. Neppure il tempo di cominciare la ripresa e la partita è già virtualmente chiusa. Koulibaly mette infatti a segno il terzo gol su lancio di Jorginho. Il Napoli in questa fase della gara dà vita ad una serie di giocate spettacolari mettendo in mostra, oltre che l’assoluta padronanza del terreno di gioco, anche una fluidità di manovra ed una impressionante superiorità tecnico- tattica ed atletica sugli avversari. Sarri nella parte finale della partita manda i campo Rog, Ounas e Mario Rui per far tirare un po’ il fiato ad alcuni dei titolari. Il Cagliari è sconfortato e non riesce mai ad organizzare il suo gioco offensivo. Quando ci prova, la difesa del Napoli, con un monumentale Koulibaly che fa da frangiflutti, non concede spazio alcuno. Una nuova prova di forza della squadra di Sarri che va alla sosta per le partite delle Nazionali mantenendo il bottino pieno dall’inizio del campionato.

NARDONE

Migliori in campo Mertens e Hamsik, ma molto bene anche Ghoulam, Jorginho e Koulibaly. Insigne un po’ impreciso. Cagliari totalmente insufficiente, Pavoletti lasciato solo.

“Il Napoli è talmente bravo e veloce a fare girare la palla che ti manda fuori giri, diventa dura per gli avversari. Dispiace se i ragazzi hanno potuto dare l’impressione di poca cattiveria o aggressività: non è così. Siamo stati in partita nonostante il gol subìto all’inizio, abbiamo mantenuto compattezza e non ci siamo disuniti fino alla fine. Il secondo gol è arrivato su rigore, il terzo su una palla inattiva”, parla così Massimo Rastelli dopo la sconfitta del suo Cagliari al San Paolo. “Non è semplice prendere gol pronti-via: sei portato ad alzare il baricentro ma concedi spazio e lì il Napoli va a nozze. Se l’aspetti negli ultimi 30 metri è bravo a trovare soluzioni, se stai più alto e non lo fai coi tempi giusti attacca la profondità e va in porta. Dovevamo essere bravi a mantenere la partita in equilibrio”, prosegue l’allenatore della formazione rossoblù.

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Antonio De Falco

Antonio De Falco

Laureato in Ingegneria Gestionale. Scrivo perché il mondo non è ancora compiuto e le storie non sono state raccontate tutte: l'abilità di scrivere è nell'immaginare che i fatti continuano ad accadere e che esistono ancora infinite storie.