MotoGP, ecco cosa ci si deve aspettare dal Mondiale 2020

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Nel Mondiale 2020 di Moto GP ci saranno diverse, interessanti novità. Prima di tutto saranno 20 i Gran Premi e non 19, ma la vera domanda è se ci sarà qualcuno in grado di mettere finalmente i bastoni tra le ruote a Marc Marquez. Il pilota spagnolo, però, è convinto e determinato: vuole fare la storia e raggiungere veri e propri miti del motociclismo come Valentino Rossi, Carlo Ubbiali e Mike Hailwood a quota nove titoli iridati.

I numeri che Marquez ha fatto registrare lo scorso anno sono veramente impressionanti, ma basta in realtà dare un’occhiata allo storico delle ultime stagioni per comprendere come il pilota spagnolo abbia vinto ben sei degli ultimi sette titoli mondiali di Moto GP. Uno degli aspetti che hanno più impressionato, però, è la sua capacità di gestire le gare, cosa in cui è migliorato tantissimo. Ormai, Marquez difficilmente arriva al limite e rischia di compromettere una gara: fa meno errori, cade molto di meno rispetto a prima ed ha rispolverato un lato razionale che poi è il vero motivo dei suoi ripetuti successi.

Perché la gestione durante una gara è fondamentale

In fondo, però, il vero segreto è, senza ombra di dubbio, la continuità. Non si tratta di vincere su ogni tracciato, quanto piuttosto della capacità di andare sempre a podio Moto GP: un aspetto che non tutti i piloti non solo riescono a raggiungere, ma anche a capire. Sì, dal momento che la maturità di un centauro si vede anche da questo aspetto.

Riuscire a comprendere quando, durante una gara, è meglio evitare di prendersi inutili rischi pur di raggiungere una vittoria che, all’atto pratico, è piuttosto complessa e poco probabile, è un comportamento sconsiderato, che chi punta a vincere il titolo mondiale non si può certo permettere di mantenere, soprattutto se viene ripetuto nel tempo.

Insomma, i peccati di gioventù vanno bene, ma fino ad un certo punto. Quando si fa sul serio e si lotta per un mondiale, anche riuscire a trovare con continuità i piazzamenti a podio vuol dire mettere in cascina tanti punti che poi possono fare la differenza alla fine della stagione.

Chi potrebbe mettere i bastoni fra le ruote a Marquez

Valentino Rossi correrà il suo venticinquesimo mondiale. Una vera e propria leggenda vivente, ma potrebbe anche essere l’ultimo della sua carriera, perché se non cominceranno più ad arrivare podi e sensazioni positive quando è in moto, il Dottore potrebbe anche decidere di mollare. La vittoria manca dal 2017, quando trionfò nel GP di Assen e, in effetti, comincia ad essere passato troppo tempo.

La Ducati è arrivata ad una stagione decisiva anche per il suo futuro: è finalmente l’anno in cui lotterà per il Mondiale o no? I tifosi della scuderia di Borgo Panigale continuano a chiederselo, ma le risposte potranno arrivare solamente in pista. È stato annullato il gap con la Honda in termini di guidabilità nelle curve? Se la risposta sarà positiva allora sia Petrucci che Dovizioso potranno impensierire Marquez.

È bene ricordare come il team Ducati possa contare anche su altri tre piloti affidabili e veloci, come Zarco, Miller e Bagnaia. C’è da credere come il più rapido potrebbe essere ancora una volta Dovizioso, che sembra quello più maturo per poter lottare per il titolo mondiale. Occhio, però, a Miller e Zarco, che possono rappresentare le rivelazioni della prossima stagione.

E la Yamaha che fa? Vinales, Rossi e Quartararo sono tre signori piloti, senza dimenticare come ci sarà anche Morbidelli, che vuole fare meglio dello scorso anno, mentre Lorenzo potrà di certo dare una mano per quanto concerne lo sviluppo della due ruote. Infine, la Suzuki non è in realtà una delle accreditate al titolo, ma la sorpresa potrebbe essere dietro l’angolo. Rins, infatti, sembra essere il più pronto per stupire tutto il circus della Moto GP.

 

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