Mostre, le meraviglie di Caravaggio a Capodimonte. De Luca: Napoli capitale della Cultura

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E’ stata presentata questa mattina la mostra “Caravaggio Napoli” che da domani e fino al prossimo 14 luglio sarà visitabile al Museo e Real Bosco di Capodimonte. In esposizione 6 opere di Michelangelo da Merisi provenienti da istituzioni italiane e internazionali che vengono messe a confronto con 22 quadri di artisti che lavorarono a Napoli e che registrarono subito la novità caravaggesca, venendone travolti, con soggetti ricorrenti nei dipinti del Maestro. La mostra, promossa dal Museo e Real Bosco di Capodimonte, con la produzione e organizzazione della casa editrice Electa, è curata da Maria Cristina Terzaghi e Sylvain Bellenger.

Un evento “di valore internazionale – dice il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca – che fa seguito alle mostre di Picasso, di Van Gogh, del Salvator Mundi di Leonardo. Sono orgoglioso che la Regione Campania con investimenti imponenti abbia fatto di Napoli una grande capitale culturale”.

Il Governatore ricorda anche le esposizioni su Canova, ancora in corso, e i Longobardi e guarda ai prossimi appuntamenti: “Finanziamo un’altra mostra nel campo dell’architettura contemporanea, quella di Santiago Calatrava, sempre qui a Capodimonte. Sarà molto affascinante”. E rivela: “Mi era venuta la tentazione e, credo lo farò, di invitare alla mostra di Canova, che era di Treviso, il mio amico Zaia. Vorrei farlo venire qui per trasmettergli un’immagine suggestiva e grande di Napoli”.

Il Direttore del Real Bosco e Museo di Capodimonte Sylvain Bellenger illustrando la mostra ricorda il rapporto speciale tra Caravaggio e Napoli. Nonostante questo “solo il 5% dei turisti che vengono in città sanno che qui sono custodite tre sue opere. Perciò abbiamo deciso che su questo dovevamo martellare”.

Dei diciotto mesi trascorsi da Caravaggio a Napoli si contano dieci dipinti divisi in due periodi, tra l’autunno del 1606 e il 1607 e tra l’autunno del 1609 e il 1610. Sei di questi si potranno ammirare a Capodimonte.

“E’ una mostra dedicata ai diciotto mesi di Caravaggio a Napoli – ha spiegato Bellenger – forse i mesi più difficili della sua vita. Un uomo in fuga, condannato a morte che arriva a Napoli veramente devastato. L’incontro di Caravaggio a Napoli è una cosa particolare, forte, che cambia anche la scuola napoletana. Caravaggio è lo zoccolo della scuola barocca napoletana quasi fino alla fine del ‘700”.

I quadri vengono da diversi luoghi d’arte del mondo, come quelli di Londra e di Madrid. “In questo caso – precisa il Direttore – si tratta di una pittura che non si vede mai perché è nell’appartamento della famiglia reale spagnola”.

Suggestivo è l’allestimento della mostra “organizzata in un modo molto drammatico – conclude Bellenger – quasi nel buio, con illuminazione solo sui quadri. E’ una esperienza quasi caravaggesca. Le sale sono organizzate sui temi dipinti da Caravaggio e che hanno influenzato la scuola napoletana”.

Redazione

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