Morto Francesco Saverio Borrelli, il magistrato che segnò la fine della Prima Repubblica.

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Bobo Craxi, guidò un colpo di Stato

E’ morto a Milano Francesco Saverio Borrelli Borrelli, nato a Napoli il 12 aprile del 1930,, era ex capo del pool Mani Pulite ai tempi in cui era Procuratore della Repubblica ed ex procuratore generale di Milano. Protagonista di una capitolo della storia d’Italia, per 47 anni ha indossato la toga, Borrelli si è spento in ospedale a 89 anni.

Figlio e nipote di magistrati e a sua volta con un figlio magistrato, Borrelli, trasferitosi a Firenze, ha studiato al conservatorio (la musica, insieme alla montagna, è stata una delle sue passioni) e si è laureato in legge con una tesi su ‘Sentimento e sentenza’. Relatore fu Piero Calamandrei. Vinto il concorso nel 1955, è entrato in magistratura come giudice civile a Milano, nel palazzo dove il padre era la più alta carica.

Alla guida del pool dal 1992 al 1999, si è spento nell’hospice dell’Istituto dei Tumori di Milano, dove era ricoverato. Qualche giorno fa, con un post su Facebook, la figlia Federica aveva annunciato la gravità delle sue condizioni di salute: “Ti tengo la mano e insieme alle lacrime che non ho il pudore di nascondere, scorrono i mille ricordi di quanto vissuto con te”. Entrò in magistratura nel 1956. La quasi totalità della sua carriera giudiziaria si è svolta nel Palazzo di Giustizia di Milano. Dal 1999 e fino al 2002, quando andò in pensione, è stato procuratore generale della Corte d’Appello milanese. Nel maggio del 2006 venne nominato capo dell’ufficio indagini della Figc (Federazione italiana Gioco Calcio), incarico che ricoprì per un solo anno. Nel 2012 è stato insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica.

“Guidò un sovvertimento istituzionale da parte di un corpo dello Stato nei confronti di un altro. Non è una mia opinione personale, i giuristi lo chiamano colpo di Stato”. E’ il commento di Bobo Craxi, figlio di Bettino, l’ex premier socialista,

Redazione

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