Mega operazione teatrale con Masaniello Revolution, la grande energia del musical napoletano non invidia Brodway

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La coralità dei grandi spettacoli in stile Brodway si veste di tinte napoletane. Masaniello Revolution, in tournée italiana a partire dal Teatro Augusteo ed in proiezione di spettacoli Oltreoceano, risveglia il teatro partenopeo con una messa in scena che entusiasma il pubblico fino a garantire sold out ad ogni replica, prevista fino al 15 gennaio a Napoli.

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L’esordio in scena di Giusy Attanasio e Francesco Da Vinci affida l’immersione della storia del capopopolo Tommaso Aniello da Amalfi, alla piazza che si fa platea tra le sedute del pubblico, così da dare risonanza e compenetrazione alla storia che assume modernità con il repentino avvicendamento sulle scene di Sal Da Vinci e Fatima Trotta, Tommaso e Bernadette nei tempi moderni. L’incursione sul palco di Ernesto Lama fa da cerniera tra il passato ed il presente del narrato. Il suo personaggio è quello di un sacerdote, Don Mattia (ispirato in modo percettibile alla figura sacerdotale tratteggiata in trama da due maestri della commedia musicale, quali Garinei e Giovannini), intento a benedire il negozio dell’attività di Tommaso e Bernadette. Lo stile di Lama si ravvisa chiaramente nella scrittura dello spettacolo a cui lui stesso ha contribuito in veste autorale. La collaborazione con Sal Da Vinci e Ciro Villano è ormai consolidata, così come risulta collaudato il successo dell’inserimento nello spettacolo, di brani inediti e cult, riadattati per l’occasione alla trama dello spettacolo che resta un atto di rivendicazione della bravura vocale di Sal Da Vinci prima, e del figlio poi. Una tale famiglia d’arte fa spettacolo alla sua maniera; portando la canzone a teatro che lascia funzionare la piéce. L’elemento da gag viene invece affidato ad Antonio Fiorillo, caratterista ilare. L’ulteriore espediente serve a fidelizzare la voglia di leggerezza di un pubblico che ama il disimpegno sul palcoscenico. L’occasione più originale del musical, quella che determina maggiore presa sulla platea, resta la parte affidata a Francesco Da Vinci e Giusy Attanasio, immagini e figure simboliche di un passato bagnato di una storia d’amore forte e passionale, dedicata a Napoli.

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Scenografie imponenti, costumi e coreografie ricordano in questa parte della narrazione legata al passato, le grandi produzioni di Notre Dame de Paris. La bravura vocale dei cantattori è indiscutibile. Cerca di equiparare questa gran capacitá, Fatima Trotta, interprete allevata da Sal Da Vinci e Villano, intenta a cavalcare il suo percorso di formazione di attrice, con progetti che la rendono protagonista educandola all’arte teatrale. Lo spettacolo ha qui e lì riferimenti ai grandi spaccati partenopei, ravvisabili ad esempio, nella scena del rosario della Gatta cenerentola, la cui cantilena ritorna in una ancestrale espressione popolare data allo spettacolo. La rivoluzione sta nello svecchiare la storia di Masaniello, esulando dal semplice esercizio di riproposizione. Con questa operazione il pubblico é invitato a ridere e non solo ad omaggiare la fierezza partenopea. Si assiste in pratica a due spettacoli contemporaneamente; uno più incentrato sul musical e l’altro dedicato alla commedia vera e propria. Ne deriva un mix che puó soddisfare un pó ogni richiesta teatrale, in una satura lanx con una formula emergente che contamina fino a ricorrere nelle battute, ad espressioni tipiche di programmi televisivi di successo come Tu si que vales o alla canzone da macchietta partenopea. Sal Da Vinci esercita ancora una volta il suo fascino sui napoletani che lo applaudano con piacere. L’artista si cimenta con lavori che lo mettono sempre più alla prova, cosa che lo onora.

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Masaniello Revolution diventa, grazie alla sua squadra, anche palcoscenico per giovani artisti validi come Thalia Orefice, Marco Palmieri, Carlo Caracciolo e Andrea Iovino, che meritano riconoscibilitá per la loro arte. La canzone si fa nuovamente vessillo contro il sistema e con linguaggi nuovi o vecchi, prende Masaniello ad esempio per tramandare i valori della cittá di Napoli, in un ricamo di voci e battute che si fanno con la loro fantasia, denuncia contro solitudine, corruzione e fame di vita.

 

La trama

distanza di quattro secoli dalla nascita di Masaniello, il suo mito rivive nella storia di Tommaso, che ripercorre le gesta del capopopolo di Piazza Mercato da semplice venditore di pesce a potente capopopolo.

Tommaso, nel 2022, vessato da soprusi che mineranno la sua onesta attività, capeggerà una rivolta che lo porterà a detenere un potere talmente forte che non sarà facile gestire. Farà la fine del suo illustre predecessore, ucciso dal suo amato popolo, o riuscirà a salvarsi?

 

 

 

Pina Stendardo

Giornalista freelance presso diverse testate, insegue la cultura come meta a cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.