Maxi arresto in Nigeria per un presunto matrimonio omosessuale

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Roma, 20 apr. – Cinquantatre persone sono state arrestate in Nigeria con l’accusa di aver celebrato un matrimonio omosessuale sabato 15 aprile. Dopo una detenzione non legale di più di 24 ore, il gruppo di giovani, che si è dichiarato innocente, è stato rilasciato ed è stata fissata un’udienza per l’8 maggio.

NARDONE

I rapporti consenzienti tra persone dello stesso sesso sono da tempo criminalizzati in Nigeria ma nel 2014 è stata approvata una legge che aggrava la situazione giuridica delle persone LGBT e che coinvolge anche sostenitori, familiari e amici di tali persone. La legge infatti, oltre a criminalizzare il matrimonio e ogni altra forma di unione civile tra persone dello stesso che è punita con 14 anni di carcere, prevede pene detentive fino a 10 anni per chi supporta o partecipa a organizzazioni e società omosessuali o frequenta locali destinati a un pubblico omosessuale.

Questa legge è stata duramente criticata dalle organizzazioni per i diritti umani internazionali, regionali e locali tra cui la Commissione Africana per i diritti umani che nel 2015 ha chiesto al governo di rivederla per evitare violenze basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere.

Nonostante le pressioni internazionali in Nigeria continuano le violenze contro le persone LGTB e l’inasprimento della legislazione non ha fatto altro che aggravare la stigma sociale che vivono ogni giorno queste persone e dare modo alle forze dell’ordine di perpetuare abusi di potere attraverso arresti arbitrari, torture durante il periodo di detenzione e violenze fisiche e sessuali.

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Marcella Esposito

Marcella Esposito

Laureata in Relazioni e Istituzioni dell'Asia e dell'Africa, si interessa di governance urbana e sviluppo locale nei paesi dell'Africa sub-sahariana, di migrazioni e questioni di genere.