Mattarella respinge le dimissioni di Draghi. Si rinvia alle Camere: parlamentarizzazione della crisi

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Anna Tortora
Anna Tortora

Mario Draghi si dimette e Mattarella respinge le sue dimissioni. Si parlamentarizza la crisi
“Ho sempre detto che questo esecutivo sarebbe andato avanti soltanto se ci fosse stata la chiara prospettiva di poter realizzare il programma di governo su cui le forze politiche avevano votato la fiducia. Queste condizioni oggi non ci sono più”
Mario Draghi

“La scelta di Draghi è inspiegabile. Ottiene la fiducia, ma lui si dimette ugualmente nonostante l’emergenza. Non sarà che ha colto il pretesto per “scappare” prima che in autunno arrivi la tempesta che avrebbe travolto il suo governo mostrandone gli errori?”
Antonio Socci, giornalista e scrittore

“Draghi ha fatto bene, rispettando le Istituzioni: non si fa finta di nulla dopo il voto di oggi. I grillini hanno fatto male al Paese anche stavolta. Noi lavoriamo per un Draghi-Bis da qui ai prossimi mesi per finire il lavoro su PNRR, legge di Bilancio e situazione ucraina.”
Matteo Renzi, Italia Viva

“In parole semplici abbiamo bruciato la migliore (e forse ultima) riserva della Repubblica nel momento in cui il paese ne aveva più bisogno. La follia italiana è tutta qui.”
Carlo Calenda, Azione

“Non dovete andar dietro alle cazzate. La questione vera è: quanti voti hanno questi buffoni illiberali?
Al voto, al voto subito!”
Giancristiano Desiderio, giornalista e scrittore

“Che i grillini siano dei cazzari è vero: ma gli stessi che giudicano irresponsabile far cadere un governo in piena guerra, crisi e pandemia hanno esultato per la caduta, per vaghi motivi, del governo Johnson eletto dal popolo, con relativa crisi al buio.”
Marcello Veneziani, giornalista e scrittore

“Draghi come Schettino: abbandona la nave Italia prima dell’impatto con l’iceberg.
A settembre tutti i nodi della crisi italiana verranno al pettine: gli effetti economici del coinvolgimento in prima linea nella guerra in Ucraina, il ritorno del “rigore” in Europa, l’inconsistenza del PNRR per rilanciare lo sviluppo. Tutto questo rappresenta l’Iceberg del rischio default per l’Italia. E Mario Draghi, responsabile in primis di tutto questo, approfitta dell’occasione per abbandonare la nave e cercare di passare il cerino ad altri. Mattarella glielo permetterà? Speriamo di si perché l’unica speranza è quella di andare a votare il più presto possibile per liberarci subito del peggiore governo della nostra storia.”
Gianni Alemanno

“Con le dimissioni di Draghi per Fratelli d’Italia questa legislatura è finita. Daremo battaglia affinché si restituisca al popolo italiano quello che i cittadini di tutte le altre democrazie hanno: la libertà di scegliere da chi farsi rappresentare.”
Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia

“Ora ci sono cinque giorni per lavorare affinché il Parlamento confermi la fiducia al Governo Draghi e l’Italia esca il più rapidamente possibile dal drammatico avvitamento nel quale sta entrando in queste ore.”
Enrico Letta, PD

“Ovvio che sarebbe stato rinviato alle Camere, altrimenti non avrebbe avuto nessun titolo di venire a fare comunicazioni mercoledì da dimissionario.
Diciamo che è l’ennesima sgrammaticatura, Draghi implicitamente ha anticipato il Quirinale nella notizia del rinvio alle Camere.”
Claudio Borghi Aquilini, Lega

“Giuseppe Conte ha aperto una crisi politica e contemporaneamente ha offerto l’Italia alla speculazione internazionale.
Ora siamo ad un bivio: o il governo va avanti con la stessa maggioranza per concretizzare il Pnrr, contrastare l’inflazione e varare la legge di bilancio, oppure è meglio andare al voto e dare al Paese un governo stabile.
La parlamentarizzazione della crisi è un passaggio necessario perché nessuno potrà far finta che nulla sia successo e ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità.
L’unica cosa che non si può fare è ‘galleggiare’ o tornare alla politica dei ‘no’, come sull’indispensabile termovalorizzatore di Roma o come su politiche assistenzialistiche utili solo a creare voragini di bilancio, perché sarebbe inutile e dannoso.”
Maurizio Lupi, Noi con l’Italia

“Ora subito al lavoro per il Draghi bis. Possibilmente senza quel Movimento 5 Stelle che oggi ha dimostrato la sua vera essenza: un partito anti modernista, anti sistema, anti italiano e totalmente inaffidabile. Mi aspetto che tutte le forze responsabili del Paese, nel centrodestra come nel centrosinistra facciano sentire al più presto la loro voce in tal senso. Chiunque per interesse di partito volesse cavalcare i capricci e le contorsioni di questa pessima politica si porrebbe sullo stesso livello dei grillini, condividendo le loro responsabilità. I voti in Parlamento di Italia al Centro con Toti sono a disposizione di un Draghi bis, senza se e senza ma.”
Giovanni Toti, governatore della regione Liguria

“Sì ma martedì andrà alle Camere e i grillini gli daranno la fiducia. Un circo.”
Augusto Minzolini, direttore de Il Giornale

Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.