Matrix Resurrections, un film a metà tra genialità e delusione

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Gabriele Laurino
Gabriele Laurino

Dopo vent’anni la saga di Matrix torna al cinema con Resurrections, il quarto capitolo del franchise di fantascienza diretto stavolta solo da Lana Wachowski. Keanu Reeves e Carrie Ann Moss tornano ad interpretare gli iconici Neo e Trinity in un film che, purtroppo, non replica il successo della precedente trilogia.

Matrix Resurrections è un film filosofico e metatestuale, che soprattutto nel suo primo atto fornisce interessanti spunti di riflessione sul valore della saga e sull’industria cinematografica. E’ anche un racconto più piccolo e meno ambizioso della trilogia classica, e forse si perde un po’ troppo sia nella fase centrale sia nel terzo atto, quando l’anima più action dell’opera non riesce a reggere il confronto con i film originali.

Matrix Resurrections è un’operazione interessante, un film che sicuramente i fan della serie non dovranno perdersi. Tuttavia, chi si aspettava un nuovo capolavoro in grado di replicare il mitico The Matrix del 1999, resterà probabilmente deluso di fronte alla nuova epopea dell’intramontabile Eletto.

Gabriele Laurino

Mi chiamo Gabriele e sono da sempre appassionato di cultura pop. Cinema, televisione, fumetti e videogiochi sono il mio pane quotidiano, un amore che ho trasformato in un lavoro a tempo pieno. Mi occupo di critica cinematografica e videoludica, oltre che di informazione riguardante il mondo dello spettacolo, e sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli per arricchire il mio bagaglio culturale.