Masters 1000 Madrid: storia, statistiche e record del torneo

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Un nuovo torneo di tennis è alle porte. L’Open di Madrid, ossia il Masters 1000 di Madrid, è indubbiamente una delle competizioni più attese dell’anno al di fuori dei 4 slam. Si tratta di un torneo che si svolge tradizionalmente su terra battuta, anche se qualche tempo fa si è provato a cambiare tipo di superficie, senza incontrare però il successo sperato. Nato nel 2002 per rimpiazzare l’Open di Stoccarda, nel 2009 il Masters 1000 Madrid ha preso il posto del Master di Amburgo venendo anticipato al mese di maggio, abbandonando il cemento indoor per la terra e iniziando a contemplare anche il tennis femminile.

Dal 2002 al 2008 la manifestazione si è tenuta nell’Arena di Madrid, per poi spostarsi al Parco Manzanares, dove sorge la “Caja Magica”, una specie di piazzale con tetto rimovibile. Il rumeno Ion Țiriac ha provato in tutti i modi a rivoluzionare il format del torneo per rendere lo stesso un evento di spettacolo, al punto da sostituire i raccattapalle con delle modelle a bordocampo, per poi cedere tutto alla New York IMG per circa per quasi 300 milioni di dollari. Dall’anno scorso il torneo femminile, incluso nel Tour WTA, ha conosciuto delle modifiche e la sua durata è stata estesa a 2 settimane. Gli sviluppi per il futuro non si fermano qui: i nuovi proprietari stanno già progettando un nuovo stadio per conferire ancora più lustro all’evento.

A scombussolare la storia del Masters 1000 di Madrid era stata soprattutto l’introduzione dell’argilla blu. Era il 2012 e il torneo era sotto l’appannaggio di Tiriac, il quale era convinto che cambiare tinta al terreno avrebbe permesso all’occhio umano di apprezzare meglio i continui movimenti della pallina, specie dalla tv. Nonostante fosse stato assicurato che la terra blu conservasse le medesime proprietà di quella rossa, però, molti tennisti trovarono diverse difficoltà e in particolare big come Rafael Nadal e Novak Djokovic finirono col rimediare delle figuracce, rendendo ancor più memorabile quell’edizione del torneo, aggiudicata così da Roger Federer, l’unico tennista ad aver trionfato su cemento, terra rossa e terra blu. Un record che lo svizzero potrebbe custodire per sempre, a questo punto.

Di fatto, la terra blu non apportava alcun miglioramento nelle prestazioni dei tennisti, che non furono nemmeno consultati alla vigilia del torneo. Gli appassionati ricordano soprattutto la vittoria di Fernando Verdasco ai danni di Rafa Nadal come sintomatica di una problematica impossibile da ignorare. La terra blu era troppo scivolosa e tendeva a rendere i rimbalzi molto meno prevedibili, senza considerare che persino il pubblico incontrava delle difficoltà nel visualizzare gli scambi dal vivo. Già nel 2013, pertanto, fu d’obbligo ripristinare la terra rossa, mentre la terra blu iniziava ad essere demonizzata dall’intero ambiente tennistico.

Anche se Federer ha legato il proprio nome alla storia di questo torneo, è Nadal, a dispetto di tutte le vicissitudini, a detenere il record di vittorie in Spagna, con ben 5 successi. Discorso analogo si estende al torneo femminile. Serena Williams arrivò prima nella controversa edizione del 2012, ma il primato spetta a una meno nota atleta ceca: Petra Kvitova è la tennista con più successi nel Masters 1000 Madrid (3) con il 100% di vittorie in finale. C’è anche un pizzico d’Italia nell’albo d’oro: Sara Errani e Roberta Vinci, infatti, hanno vinto in 2 occasioni il doppio femminile, mentre Bob Bryan, Mike Bryan e Daniel Nestor vantano 5 affermazioni nel doppio maschile.

Redazione

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