Maria Di Maio – “Prima che tutto passi” | (Graus edizioni)

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“Prima che tutto passi” di  Maria Di Maio (Graus Edizioni, pp.295) è un romanzo storico/psicologico ambientato in epoca bellicosa. La giovane protagonista è Beatrice, una ragazza obbligata a spostarsi da Napoli a Milano a causa di una tragedia, ma dove finalmente potrà incontrare la vecchia prozia Anna, da cui sua madre ha sempre preferito tenere una certa distanza. Quest’incontro legherà per sempre le vite delle due donne che si sentiranno, fin da subito, simili per molti aspetti.

“Anna: ho aspettato questo momento da troppo tempo ormai e sento che sei tu quella a cui va raccontata la mia vita che in parte è anche la tua. Eppure adesso che sei qui davanti a me, non so da dove cominciare.”

Anna, attraverso un viaggio a ritroso nel tempo, tornerà, portando con sé Beatrice, in una piccola frazione di una città del sud dove tutt’ora vive la ragazza e dove, alla fine della seconda guerra mondiale, avvennero fatti violenti e misteriosi che segnarono per sempre chi li visse, lasciando scorie fino alle generazioni future.

  “Beatrice cara questa foto non è solo una foto, racconta le vite che molte persone non riuscirebbero neanche ad immaginare. Dietro questi volti, sia quelli giovani, sia quelli adulti, si nascondono odio, amore, e sofferenza che sono passati nelle loro vite in un tempo troppo breve, perché quello che si vive durante una guerra ha un’accelerazione e una intensità che fa tremare i polsi; anche quando tutto finisce e la vita intorno a te sembra riprendere un ritmo piu umano, quegli accadimenti ti resteranno dentro per sempre e il desiderio di continuare, come prima che quella spirale di violenza iniziasse è solo un’illusione. Quelle cicatrici non rimargineranno mai, uno impara a godere dei pochi momenti di felicità, nonostante tutto.”

La storia di Anna e Beatrice si intreccia con le vicende personali di Salvatore e Giuliano, un legame amoroso ostacolato dalle divergenze culturali ed economiche e dal periodo storico del fascismo, anni in cui l’omosessualità era considerata un “vizio turpe”.

Questo romanzo è definito “storico” perché è presente ciò che il caro Alessandro Manzoni definì “verosimile”, ovvero un susseguirsi di fatti inventati ed altri realmente accaduti. Attraverso il racconto, infatti, si può ritrovare una similitudine con la città di Castellammare di Stabia del 1943 quando, perfino i bombardamenti, non riuscirono a cancellarne la bellezza.

L’autrice

Maria Di Maio nasce a Castellammare di Stabia il 26/04/1967. Quella per i libri è sempre stata la sua grande passione. Questo è il suo romanzo d’esordio.

Redazione

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