Manifestazioni per la pace e proroga del Green pass. Un’Italia da mille contraddizioni

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anna tortora
Anna Tortora

Mentre si manifesta per la pace, si esalta la guerra e si decide di prorogare il Green pass.
“Non sono andato a Firenze e come Rifondazione Comunista non abbiamo aderito a una manifestazione che non era per la pace.
Non era legittimato a convocare una manifestazione per la pace un sindaco del Pd come Nardella visto che il suo partito è guerrafondaio, atlantista e pro-riarmo.
Quella di Firenze era una manifestazione di regime e non a caso ha avuto le dirette tv negate a quella romana del sabato precedente.
Era una manifestazione della NATO confezionata per veicolare la posizione del Pd e del governo, con tutto il ceto politico che ha votato a favore delle guerre occidentali in violazione del diritto internazionale come e anche più di Putin. Per l’occasione sono arrivati nel capoluogo toscano Enrico Letta e Nicola Zingaretti, ci sono Matteo Renzi, Pier Ferdinando Casini e Carlo Calenda, Benedetto Della Vedova di +Europa ed Elio Vito per Forza Italia. C’era anche Bonafede per il M5S ormai omologato.
Certo in piazza c’erano persone che la pensano come noi e che tante volte hanno manifestato insieme a noi per la pace. C’era anche Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana sicuramente pacifista come me ma che neanche le cannonate riescono a dividere dal Pd.
Di nuovo emerge la contraddizione del continuare a identificarsi col centrosinistra come proprio campo progressista.
Comprendo le ragioni che hanno spinto Cgil, Anpi, Arci a partecipare e portare le proprie parole di pace in una manifestazione convocata dalla rete delle città europee. Penso però che sarebbe stato più utile alla causa se avessero disertato una manifestazione che non faceva proprie le parole d’ordine del no all’invio di armi, del no all’espansionismo della NATO e della neutralità.
Nel linguaggio della nonviolenza si sarebbe trattato solo di un esercizio di satyagraha, forza della verità.
Non lo dico per polemica. Apprezzo molto che Cgil, Arci e Anpi abbiano tenuto una linea autonoma dal governo resistendo all’isteria guerrafondaia. Il mio è un ragionare che ha alla base solo la necessità di creare il più largo schieramento contro la guerra, quella in corso e quelle più vaste che si preparano. Landini ha ribadito la posizione di pace della Cgil anche in quella piazza ma il messaggio complessivo che è venuto fuori mi sembra sia quello guerrafondaio di Letta.
La questione che pongo non ha nulla a che fare col settarismo ma riguarda l’efficacia della mobilitazione contro la guerra.
Se si ritiene che l’invio delle armi e l’espansionismo della NATO alimentano il conflitto non è il caso che chi si schiera per la pace e il dialogo critichi apertamente le scelte dei governi e dei partiti?
Senza ipocrisie: se al governo ci fosse il centrodestra quel che dico sarebbe scontato per tutti. Quando al governo c’è il Pd con il centrodestra tutto annega nella melassa mentre il nostro paese decide di aumentare enormemente le spese militari e di collocarsi al fianco dei falchi della NATO.
Non solo la manifestazione di Firenze non era per la pace ma era anche contro la verità storica con la distorsione da parte di Nardella del ruolo ben diverso di ambasciatore di pace che ebbe un grande sindaco come Giorgio La Pira.
Sia chiaro: l’elemento di dissenso non è la condanna dell’invasione russa dell’Ucraina che è illegale come la guerra della Nato alla Serbia del 1999.
Il punto è che la manifestazione aveva un orientamento interventista e a favore della co-belligeranza scelta dal governo Draghi.
E anche l’ideologia occidentale e dello scontro di civiltà alla base del sostegno al nazionalismo ucraino va verso l’escalation militare non certo verso il dialogo e la trattativa.
Gli accordi di Minsk, firmati da Putin, avevano dimostrato che la pace è possibile. Da lì bisogna ripartire.”
Maurizio Acerbo, Rifondazione comunista

In Italia, ormai, il pensiero è omologato e lo stiamo vedendo da più di due anni.
Il bene, la pace? Solo a comando.
“La narrazione mediatica sulla pandemia si sposta sulla guerra in Ucraina. I dati del carrozzone sanitario ci dicono che il numero dei deceduti e dei ricoverati è più o meno lo stesso dei mesi precedenti quando il tam tam mediatico ripeteva la stessa nota. Adesso invece c’è Kiev, il Covid è scomparso.”
Marco Rizzo, PC

In effetti…
“Gli intellò progressisti, che hanno sempre deprecato valori come patria e coraggio, ora esaltano la resistenza delle nonne ucraine. Metamorfosi dei «valorosi» nostrani: prima tifavano per lockdown e vaccini, adesso corrono ad abbassare di 1 grado i termosifoni.”
Francesco Borgonovo, giornalista e scrittore

La Sinistra non è più l’unico veicolo di sano dialogo.
“A proposito di dialogo. Sarebbe molto utile che il decreto fine stato di emergenza, invece di uscire come al solito a mo’ di editto che ci costringe a tentare modifiche in Parlamento, venga condiviso a monte, a partire dall’abolizione del green pass.”
Claudio Borghi Aquilini, Lega

“Dopo la guerra umanitaria, la resa umanitaria…”
Antonio Polito, editorialista del Corriere della sera

Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.