Manifestazione di Roma. Quando la disinformazione diventa un problema

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Anna Tortora

NARDONE

La protesta di Roma è stata bollata come una presa di Roma fascista. Grave, gravissimo.
Come è grave la violenza di alcuni personaggi lontani dal significato della protesta (protesta che io personalmente non condivido, ma non condanno)

“Non si può liquidare, come stanno facendo certi giornali, una manifestazione di 10 mila liberi cittadini in un ‘raduno di fascisti’. È una grave disinformazione.
L’informazione faziosa è il cancro della democrazia”
Vittorio Sgarbi

Forse il fascismo fa comodo anche a chi, in assenza di esso, vi si oppone
“Ci gridavano “le sedi dei fascisti si bruciano con il fuoco ma con i fasci dentro senno’ è troppo poco”. I fasci eravamo io e altri ragazzi come loro che avevano il solo unico “difetto” di amare la propria patria e il tricolore anche in quegli anni dove non andava di moda ed era più conveniente sventolare nelle piazze la bandiera rossa.
Sono diventato di destra da ragazzino, in un posto dove tutti erano di sinistra, anche perché non potevo tollerare che qualcuno con la forza del numero e la prevaricazione potesse mettere in atto le violenze di cui sopra. Per anni le abbiamo subite. Incendi, aggressioni, minacce. A volte siamo riusciti a difenderci e gli strascichi anche processuali di quelle storie me li sono portati dietro per molti anni. Ma la mia battaglia e di altri è stata sempre quella di affermare che era pieno diritto della destra manifestare le proprie idee dentro la scuola e l’università dove ci era negato con la violenza il diritto di parola e avere il diritto di avere le nostre sedi senza che fossero assaltate o incendiate come purtroppo spesso avveniva in quegli anni.
Le immagini di ieri con l’assalto alla sede della Cgil mi ha riportato a quei tristi anni.
Solo che quelli che assaltavano la sede di un sindacato di sinistra, aggredendo con la forza del numero i pochi poliziotti presenti, non erano i comunisti di allora ma erano soggetti che comportandosi come i comunisti di allora fanno parte di gruppi della parte opposta.
Non esistono giustificazioni a comportamenti vigliacchi del genere che tra l’altro servono solo a rafforzare chi sta al potere.
Da uomo di destra se fossi stato in piazza sarei stato a difendere il pieno diritto di chi non la pensa come me di avere la propria sede e mi sarei opposto a chi la voleva assaltare e devastare con la violenza.
Per me essere di destra è stato e sarà sempre anche questo e non il racconto falso, demenziale e folcloristico che certa stampa e avversari preferiscono dare di noi anche in questi giorni.
Esprimo la mia piena e totale solidarietà alla Cgil e alle Forze dell’Ordine aggredite davanti alla sede della Cgil ieri a Roma.”
Achille Totaro, Fdl

Non a caso…
“Su i fatti di Roma.
1) la violenza no! Va condannata!
2) la gestione del corteo da parte della polizia è discutibile.
3) la violenza metterà in ombra contraddizioni, insufficienze, incostituzionalita’ del green pass.
4) dire che chi ha criticato il pass ha legittimato la violenza è da squadristi.”
Giancristiano Desiderio, giornalista e scrittore

E le precisazioni sono un obbligo in questo triste momento.
“Sei un manifestante di Black Lives Matter che semini il terrore in America? Ti candidano al premio Nobel per la pace
Sei un cittadino che protesta contro la discriminazione del green pass? Allora sei uno squadrista da sbattere in galera
È la doppia morale della sinistra vetero stalinista che si permette pure di dare lezioni agli altri.”
Gerardo Verolino, giornalista
Quando la povertà di argomenti, ai limiti del nulla, sposa la più bieca prevedibilità, qualcuno dice che lo squadrismo va condannato. Magari dopo aver mostrato una foto, quella di un idiota con la svastica, che definir quadretto squallido, è poco. Il resto, invece, va bene come ha sottolineato Verolino.
“Si sa che alla Basilica di Santa Chiara, dopo il saccheggio, misero le porte di ferro. Così a Roma: il signor Castellino, noto al Viminale, è stato fermato dopo (dopo e non prima) la guerriglia urbana. E menomale che c’è lo stato d’emergenza, ma non si capisce se lo stato d’emergenza sia utile a prevenire fatti del genere o se fatti del genere siano utili allo stato d’emergenza.
In questi due anni di emergenza Covid c’è un filo rosso: è il costante clima di paura e terrore in cui è stato calato il Paese per coprire la evidente inadeguatezza delle responsabilità di governo che con precisione hanno praticato la logica del capro espiatorio colpevolizzando cittadini inermi. Una volta derogato al metodo della libertà, questi sono i risultati. C’è poco da fare, siamo una nazione che ha dentro il forte virus dell’autoritarismo. Per comodità lo si chiama fascismo, ma come diceva Sciascia – dico Sciascia, non Longanesi o Montanelli – coloro che usano la maschera antifascista e danno del fascista ai comuni cittadini altro non sono che i veri fascisti.
Mario Draghi, al momento di assumere l’incarico, non ha voluto cambiare il ministro Speranza e ha continuato la stessa politica sanitaria fatta di paura e colpa. La campagna vaccinale è andata bene e Figliuolo ci ha tolto dai pasticci di Conte e Arcuri. Ma proprio perché la vaccinazione è andata bene era necessario neutralizzare la logica della paura e della colpa con cui si giustificano emergenza, eccezione, autoritarismo.
Da questa situazione pratica verremo fuori, ma i danni culturali e nazionali restano e l’Italia si conferma un paese illiberale che ha vissuto per mezzo secolo in una democrazia rappresentativa tenuta in piedi dalla ‘guerra fredda’.
Giancristiano Desiderio

Dulcis in fundo…
“La mia conclusione è: datemi al più presto la terza dose.”
Antonio Polito, giornalista e scrittore

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Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.