Mai banalizzare la violenza

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Anna Tortora
Anna Tortora

Quattro giovani delinquenti hanno assassinato, a calci e pugni in testa, un ragazzo di ventuno anni.

NARDONE

In un Paese serio non dovrebbe interessare che siano stati dei fascisti, dei tronisti, dei tatuati, degli ignoranti, dei mangiapreti, degli stranieri, di destra o di sinistra, che praticassero arti marziali o si riunissero a fare l’uncinetto.

In un Paese normale ci si dovrebbe interessare che siano arrestati, giudicati, condannati.

Bisogna lottare perché le leggi vengano rispettate e applicate. Dell’indignazione a comando ne abbiamo le scatole piene.

Ormai tutti parlano di fascismo, anche Chiara Ferragni, diventata la musa ispiratrice della sinistra più sciocca, quella che basta accusare di fascismo e tutti i problemi sono risolti.

“Vorrei comunicare alla Ferragni che se in Italia vi fosse solo l’ombra del Fascismo, lei non esisterebbe come personaggio pubblico. Pertanto è lei stessa, la sua stessa visibilità, la riprova dell’assenza di Fascismo”  Massimo Viglione

La Morani, famosa per i suoi tweet deliranti contro gli avversari politici, subito incolpa la Destra per l’omicidio di Willy. Stomachevole.
E se gli assassini si rivelassero di sinistra o grillini?
Se sei violento sei fascista o di destra.

“Trovo assolutamente fuori luogo il riferimento al Fascismo per i gemelli Bianchi. Appioppare a questi due uomini fogna la qualifica di fascisti non solo è da imbecilli, ma non aiuta a spiegare l’atroce realtà che i due rappresentano, una sottocultura. Ragazzi che crescono e reagiscono nella vita quotidiana come fossero allo stato brado. Credere che l’anima del Fascismo consistesse nell’avventarsi in quattro contro un ragazzo inanime a terra è una bestialità grande così”. Giampiero Mughini


L’odio e la violenza come armi per etichettare l’avversario politico: nulla di più malefico.
Anche il leader della Lega è stato brutalmente aggredito, ma nessuno ha osato dire che la causa sia stata la cultura fascista, anzi qualcuno ha pure giustificato il gesto della esagitata signora.
E degli auguri di morte a Berlusconi?
Marcello Veneziani sulle esternazioni poco felici di Raffaele Simone, Carlo De Benedetti e Pierfrancesco Savino: “Ma che cosa spinge un accademico di prestigio ad augurare la morte ad un nemico politico ricoverato in ospedale? Cosa muove un rapace finanziere di sinistra a dettare un necrologio feroce ad un imprenditore malato ma vivo? Cosa frulla nella testa di un attore di successo a negare l’accesso a un festival del cinema a uno spettatore pagante che è leader nei consensi italiani?”
Ecco cosa accade in questo Paese: se non sei omologato al pensiero unico dominante, ti si può augurare la morte e se un povero ragazzo viene ammazzato da quattro balordi, la colpa è del Fascismo.
Questa forma mentis è profondamente pericolosa, perché non accetta il ‘diverso politico’. Augurare la morte al prossimo non è indice di superiorità morale di cui si vantano molti personaggi di sinistra. “Ama il prossimo tuo come te stesso”, non ama il prossimo tuo solo se è di sinistra.
E come diceva Benedetto Croce “La violenza non è forza ma debolezza, né mai può essere creatrice di cosa alcuna ma soltanto distruggitrice”.

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Anna Tortora

Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.