Magnetico ‘Interiors’, il pubblico dietro una finestra immagina vite senza sonoro

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Napoli, 5 mag. – Gran ritorno della quarta parete a teatro con ‘Interiors’. L’esperimento del regista britannico Mattew Lenton funziona al Sannazaro di Napoli. Lo palesano gli applausi scroscianti che a fine esibizione acclamano l’intero cast italiano prodotto da Tradizione e Turismo – Centro di Produzione Teatrale ed Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro.

Dietro un’ampia veranda siedono a tavola sette vite, ciascuna bramosa di realizzare il proprio destino.  Giuseppe Brunetti, Ivan Castiglione, Sergio Di Paola, Rebecca Furfaro, Lucienne Perreca, Giorgio Pinto ed Ingrid Sansone sono i validissimi attori che prestano mimica ai loro personaggi. Tutti bravi, tutti magnetici!

16FEB29F 8ADE 48D4 BF1C 4CDDFB02E225Ad accompagnare le loro espressioni compare in scena uno spirito guida, Clara Bocchino, unica attrice ad aver ardir di parola. A lei spetta l’onere di riempire lo spazio tra il mimo e il sonoro, raccontando di quando in quando, ciò che la bocca dei protagonisti proferisce in scena.

Movimenti labiali, gestualità manuale e facciale, oltre che corporea, costringono l’attore di ‘Interiors’, pièce che torna sulle scene dopo dieci anni dal primo debutto, ad un groviglio narrativo che solo i bravi professionisti della prosa possono  raggiungere.

Come in un acquario gli attori sono pesciolini che boccheggiano in cerca di un posto nel vasto mare della vita. Il pubblico osserva dal di fuori quanto accade ed inizia a sognare, sforzandosi di comprendere quel che solo la perizia recitativa può palesare.

Così si inizia a ridere per una buffa espressione dell’attore, o si cerca di anticipare la battuta che verrà mimata da uno dei protagonisti, o ancora si prevede cosa accadrà sulle famose tavole di legno.

Nella notte nordica, quella più lunga dell’anno, il gelo dei – 20 gradi viene riscaldato dalle  risate che solo si possono intuire a tavola; dai brindisi più volte accennati e soprattutto da una tenera atmosfera di rituale convivialitá.

f070015c30c098efa38b679a2601e3f4 696x460Il teatro muto torna alle origini della comunicazione non verbale, quella primordiale che accomuna l’infante ai primati, che non conoscono parola; riporta lo spettatore al periodo di transizione dal mimo al sonoro, che di fatto arrivó prima al cinema e poi sulle quinte polverose, tra il 1895 e il 1927.

Soddisfa quel pizzico di curiosità tipico di ogni platea, che giunge a teatro per sbirciare le vite degli altri, con curiosità ed un tantino di sadismo. Si restituisce lo scettro di “spione” di turno al famigerato George Orwell, che per primo nel lontano 1949 introdusse in ambito letterario la prassi di guardare con indiscrezione la vita degli altri, senza essere scoperti.

‘Interiors’ rilegge oggi la prassi di Orwell, giunta perfino nei reality tv, indicando da una parte, la capacità dell’ uomo di provare sollievo per quello che non si è ancora avverato e che si scoprirá attraverso l’osservazione,  ma anche la propensione ad avvertire inquietudine per le profezie che fanno parte del nostro quotidiano. 

Realtá, mimesi, profezia, si incontrano dunque nell’anello di congiunzione fatuo che vede Ingrid, Giorgio, Rebecca, Ivan, Sergio, Giuseppe, Lucienne, immaginare un destino che sarà diverso da quello sperato.

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Lo spettacolo in scena dal 3 al 12 maggio al teatro Sannazaro di Napoli, segna il trionfo della maschera neutrale, pronta a costruirsi in scena attraverso la forza del gesto.

L’universo magico della mimica, con la sua sfolgorante tecnica, realizza una poesia del movimento, animata dalla spinta energetica del pensiero che costruisce il teatro nel teatro e la parola nel silenzio.

Pina Stendardo

Giornalista freelance presso diverse testate, insegue la cultura come meta a cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.