Luigi Di Maio rinnega il movimento 5 stelle. Un bluff politico, una bassezza morale

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anna tortora
Anna Tortora

“Devo ammettere che la conferenza stampa di Luigi Di Maio mi è piaciuta. La colloco sul podio di tutti i tempi, un gradino sotto Amici miei e uno sopra Fantozzi contro tutti.”
Enrico Zanetti, già parlamentare della Repubblica e viceministro dell’economia e delle finanze

Ora si vede Luigi Di Maio per quello che è, non per come si è posto dieci anni fa  Si vede quanto ci sia nella sua arroganza e ipocrisia. Ora non può più mentire, perché il suo comportamento è ossessivo. E le persone che mentono le leggi espressamente, così come quelle vere. Mi auguro che i creduloni che lo hanno sostenuto, lo capiscano.
Penso alla disonestà peggiore che possa esistere, fare false promesse. È vero, la disonestà non ha limiti, ma illudere volutamente qualcuno è il peggiore dei tradimenti.
Adesso Di Maio non dovrebbe superare nemmeno il tempo di uno sguardo, deve essere solo mandato affa…
“La polverizzazione del M5S è l’esito più clamoroso di questa indegna legislatura, aperta con Di Maio che chiede l’impeachment per Mattarella, chiusa con Di Maio che va da Mattarella per farsi blindare la poltrona. In nessun Paese al mondo un ministro degli Esteri organizzerebbe la scissione del principale partito e gruppo parlamentare in un tempo di guerra come questo. Se lo facesse darebbe inevitabilmente le dimissioni perché alla Farnesina è stato indicato in quanto leader di quel partito. Alle dimissioni per motivi siffatti del ministro degli Esteri seguirebbero crisi di governo e libere elezioni, come in Francia o Israele dove siamo alla quinta tornata di elezioni politiche in tre anni e mezzo. Da noi la volontà popolare dal 2011 viene stuprata, i partiti e i loro leader si comportano in modo indegno, ma tutti vogliono prioritariamente salvare poltrona e relativo stipendio. E questa è la ragione della scissione di Di Maio. Uno schifo.”
Mario Adinolfi, giornalista e scrittore, già parlamentare della Repubblica e presidente del Popolo della famiglia

Un movimento di giustizialisti, del vaffa day, di gente senza arte né parte. Urlatori da piazza scelti su un web da un comico avaro. E il peggiore tra loro adesso li molla per non tornare a casa.
Il populismo più becero è tutto in questo fantomatico movimento che quanto prima sparirà, meglio sarà. È durato già troppo.
“Un’ondata di calore, un’ondata di Omicron, e un’ondata di populismo.”
Antonio Polito, editorialista del Corriere della sera

“Se c’è una cosa che odio è l’incoerenza. Vedrete che in men che non si dica avverrà la riabilitazione al limite della santificazione di Di Maio. Luigi Di Maio il bibbitaro, quello che sbaglia i congiuntivi, quello che non è capace di governare, quello che ha detto che il Movimento 5 Stelle ha abolito la povertà. E altre cazzate simili. Ma adesso è diventato governista, atlantista, occidentale. Fa niente se la verità è un’altra, e il governo e pure l’Ucraina non c’entra niente. Fa niente che la motivazione vera e finale, reale, sia una molto più prosaica: Giuseppe Conte si era preso l’unico vero potere all’interno dei pentastellati che oggi conta. Ovvero quello di decidere le deroghe ai due mandati, ovvero quello che salva o condanna i parlamentari che hanno già fatto due giri a Roma o nei consigli regionali. Non c’è nient’altro, dietro la scissione di Di Maio. C’è solo l’abilità di un politico nell’unica sua missione principale, ovvero sopravvivere.
E quindi, adesso, non venite a fare i ritratti di Di Maio che però è molto intelligente, che però è davvero bravo a tenere la linea atlantista. Con una mano non riabilitate una delle disgrazie d’Italia mentre magari con l’altra cominciate a picchiare Giorgia Meloni sul fascismo, Matteo Salvini sul razzismo e Silvio Berlusconi sul maschilismo. Non perché la contesa politica sia priva di senso, ma perché la politica si fa con le idee, e non con la demonizzazione o santificazione a giorni alterni.”
Fabio Massa, giornalista e scrittore

Non c’è nulla a cui Di Maio possa aggrapparsi. E come inadeguatezza è pari, se non al di sopra, di Conte. Ma Conte, finita la politica, tornerà a fare il Professore e l’avvocato…
“Al di là della inadeguatezza dell’esimio professor Conte, Gigino Di Maio deve dire perché i dogmi del M5S ai quali non ha esitato di impiccare l’Italia non valgono più. Così, per decenza.”
Giancristiano Desiderio, giornalista e scrittore

“Volta&Gabbana si separano: il trasformista Di Maio si separa dal contorsionista Conte. Prima con Salvini, poi col Pd, infine con Draghi; ora Conte sposa da avvocato la causa dei 5S e Di Maio si fa euro-atlantico, tra Mastella e Mattarella. Fregoli e Zelig, statisti acrobatici.”
Marcello Veneziani, giornalista e scrittore

Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.