L’Europa contro i migranti, barriere e muri per fermare l’invasione

Condividi

Gli Stati membri dell’Europa, dalla Grecia alla Lituania stanno innalzando barriere  e muri un po’ ovunque per fermare l’immigrazione clandestina.

Il governo di Atene ha eretto al confine con la Turchia: una barriera dotata di un sistema di sorveglianza militare lungo un tratto di 40 chilometri. Il muro arriva dopo che negli ultimi due anni la Grecia aveva accusato Ankara di facilitare i flussi di migranti verso il suo territorio come strumento di pressione politica nei confronti dell’Ue.

“I nostri confini rimarranno inviolabili”, ha detto il ministro greco per Protezione dei cittadini, Michalis Chrisochoidis. Anche ai profughi afghani, ha fatto intendere senza troppi giri di parole.

Bielorussa

Gli stessi profughi andati via dall’Afghanistan hanno fatto scattare subito un nuovo muro da 508 chilometri, quello che la Lituania sta costruendo al confine con la Bielorussia. Anche qui, i migranti si sono trovati a fare i conti con una situazione molto simile a quella tra Grecia e Turchia: il governo lituano sostenuto da Bruxelles e da tutti i Paesi membri

Un’operazione che, oltre al muro lituano, vede impegnata anche la Polonia, la quale ha inviato al momento 900 soldati al suo confine con l’ex Paese sovietico.

Le barriere finanziate dall’Europa

Le barriere di Ceuta e Melilla, finanziate dalla stessa Unione europea con ben 30 milioni di euro per bloccare i migranti che dal Marocco tentano di raggiungere la Spagna, o meglio l’enclave di Madrid in Africa, lascito del suo passato coloniale. Anche in questo caso, la motivazione è sempre la stessa: fermare l’immigrazione clandestina e contrastare l’uso da parte dei migranti come arma di ricatto nei confronti dell’Europa, stavolta da parte del governo marocchino.

Secondo il sito InfoMigrants, già nel 2018 erano 1000 i chilometri di barriere antimigranti costruiti dai diversi Paesi Ue. C’è quella della Francia, nella città portuale di Calais nel 2016 con il contributo del Regno Unito. Ci sono i 109 chilometri che l’Ungheria ha eretto lungo il confine con la Croazia e la Serbia per fermare migranti di varie nazionalità, compresi i profughi siriani. Una recinzione l’ha innalzata anche l’Austria al confine con la Slovenia, la quale a sua volta ne ha costruita una con la Croazia. Come diceva Mogherini, “se si costruiscono muri intorno a sé si rischia di finire in prigione”.

Redazione

I nostri interlocutori sono i giovani, la nostra mission è valorizzarne la motivazione e la competenza per creare e dare vita ad un nuovo modo di “pensare” il giornalismo. [email protected]