Lettera di Alessandro Cucciola per Ambrogio Crespi

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Illustrissimi Signori Giudici,

NARDONE

mi perdonerete se Vi scrivo osando sperare che vogliate leggere, prima di andare in Camera di Consiglio, queste mie righe.

È inusuale che qualcuno Vi scriva, ma credo che tutta la vicenda giudiziaria di Ambrogio Crespi sia stata “inusuale”.

Non Vi scrive l’estimatore del regista di tanti docufilm contro le mafie, che hanno valorizzato gli italiani onesti in lotta contro le ingiustizie del malaffare; non Vi scrive nemmeno il giornalista che segue da anni “il caso Crespi” tanto da portarlo in tv coinvolgendo anche il suo avvocato Francesco Paolo Sisto; Vi scrive, piuttosto, un “uomo delle istituzioni” che ha prestato nella sua vita ben quattro giuramenti di fedeltà alla Repubblica Italiana (da militare, ufficiale e nel comparto sicurezza).

Io, dunque, “uomo delle Istituzioni”, fedele ad Esse senza remore, intendo fornirvi un contributo conoscitivo dell’uomo che tra poco giudicherete ” in nome della legge “.

Ambrogio Crespi è un italiano perbene, che, nella sua ultima (sconvolgente per senso di responsabilità) intervista ha affermato che “assolto o condannato nulla cambierà, continuerò la mia battaglia per la legalità”.

Nonostante le due condanne, 12 anni in primo grado e 6 anno in appello, questo esemplare padre e marito che ha già fatto 200 giorni di carcere, oggi, al Vostro cospetto, continua a credere che la Giustizia (non a caso con la G maiuscola) vada cercata, difesa e rivendicata.

Le storture della vicenda saranno a Voi note, come anche le parole del dott. Alfonso Giordano che hanno spazzato via i dubbi residui sulla personalità del Crespi.

Per parte mia, voglio dirvi semplicemente ciò che penso di lui, cioè che Ambrogio Crespi è un uomo troppo buono, assolutamente onesto e mosso da nobili ideali, innamorato della giustizia ed alla continua ricerca della verità.

Credetemi se ribadisco che Ambrogio Crespi è un italiano perbene, che nella sua terribile vicenda ha sempre onorato il ruolo fondamentale della Giustizia nel nostro Paese; per molti è stato un esempio e le centinaia di giovani scolaresche che hanno discusso con i professori dei suoi docufilm la pensano proprio così.

Ora Vi lascio, Illustrissimi, auspico possiate porre fine al suo calvario, restituirgli la dignità che qualcuno ha cercato di strappargli. Confido, con il mio senso delle Istituzioni, in tutti Voi.

Grazie del tempo che avete dedicato a leggere questa mia testimonianza.

ALESSANDRO CUCCIOLLA

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