Le chiusure sono diventate un grave problema. Intervista a Gerardo Verolino, giornalista ed esperto di liberalismo

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Anna Tortora

D. Sei tra i pochi ad aver scritto, sin da inizio pandemia, delle scelte del governo Conte 2

NARDONE

R. “Sì. Furono scelte scellerate. Si pensò di vincere un virus con la dittatura. Una follia. Guarda, la nostra sfortuna è stata di avere avuto il governo peggiore (formato soprattutto da inesperti, se non analfabeti, della politica quali sono i grillini e da persone cresciute nel mito del comunismo come il ministro della Salute, Speranza che non si fa scrupolo di togliere, a cuor leggero, le libertà e i diritti ai cittadini) nel momento peggiore: cioè quando scoppia una pandemia. Il governo, ricordiamolo presieduto da un signore che prima di essere chiamato a Palazzo Chigi dal nulla, non aveva mai neanche presieduto una riunione di condominio in vita sua, quando si scoprono i primi casi di covid in Italia, non sa bene come comportarsi. E cosa fa? Imita il modello cinese del lockdown, nella sua versione più brutale e primitiva, pensando che sia possibile applicarlo in una società democratica occidentale come quella italiana. Per un effetto emulativo viene imitato (non nelle misure cruenti all’italiana) prima dai francesi e poi dagli spagnoli e via via dagli altri paesi ma in misura molto più blanda rispetto alla nostra. Le altre nazioni, ma questo non lo dice nessuno, hanno preferito consigliare le regole di comportamento adatte per contrastare il virus. Non le hanno imposte manu militari come da noi, raggiungendo risultati migliori. Ci sono state poi alcune nazioni come l’Inghilterra del grande Boris Johnson, Israele o la Svezia che hanno puntato, da subito, sull’immunità di gregge salvo poi essere costretti a cambiare strategia (tranne in Svezia) quando le opinioni pubbliche dei loro paesi spaventate per le immagini di terrore che arrivavano dall’Italia con la gente che si barricava in casa, chiedevano ai loro governi di attuare una politica ‘protettiva’ simile a quella italiana. Noi siamo stati, purtroppo, un cattivo modello per tutti. Se il virus dalla Cina (i virus vengono sempre dalla Cina, c’è il famoso detto: quando Mao starnuta l’Europa si ammala) fosse arrivato prima in Inghilterra o in Svezia o in un altro paese europeo l’approccio alla malattia sarebbe stato quello tradizionale con l’adozione di una profilassi ‘sensata’ e ci saremmo risparmiati tutta questa ridicola messa in scena dello stato di polizia che non sta producendo niente di buono, sta inquinando la nostra democrazia, sta abbrutendo la società e mandando al fallimento centinaia di migliaia di aziende. Dispiace constatare, in tutta questa storia, che la stampa il cui compito è vigilare sull’operato del governo si sia messa, insieme al potere politico, a controllare i cittadini proprio come avveniva nella Germania dell’Est”.

D. Credi che i lockdown non servano a contenere il contagio?

R. “Un recente studio inglese dell’Università di Stanford ha dimostrato, in maniera inequivocabile, che i lockdown non servono. Abbiamo esempi virtuosi di Paesi che non hanno chiuso come gli italiani ed hanno ottenuto risultati migliori. L’India, per esempio, che ha 1 miliardo e 400 milioni di abitanti, ha raggiunto l’immunità di gregge, senza  mascherine, smart working, distanziamento e vaccini, ma facendo circolare il più possibile il virus. Stessa cosa dicasi per la comunità degli Amish della Pennsylvania che ha raggiunto l’immunità di gregge lasciando fare alla volontà del Signore, come prevede il loro codice religioso. O il Giappone che con 120 milioni di abitanti, una popolazione molto vecchia e una forte densità abitativa (nella sola Tokyo ci sono 37 milioni di abitanti) ha avuto, senza mai chiudere niente (i ristoranti hanno scelto autonomamente di chiudere alle 8 di sera) e senza perseguitare i cittadini con divieti assurdi, solo 7 mila morti di covid uscendo, da poco, definitivamente, dalla pandemia. La stessa Spagna che aveva adottato, all’inizio, un lockdown all’italiana che ha poi, definitivamente, abbandonato ha raggiunto risultati prodigiosi: le immagini di Madrid in festa durante la ‘Semana Santa’ e della gente in spiaggia alle Canarie, lo testimoniano. Merito dell’aperturista presidente della Comunità, Isabel Díaz Ayuso, il cui motto è ‘Madrid è libertà’. Al contrario, l’Argentina che ha attuato il lockdown più lungo del mondo, durato 7 lunghi, interminabili, mesi, è la dimostrazione del fallimento della politica dei confinamenti. Su una popolazione di 40 milioni di abitanti ha avuto 57 mila morti, oltre 2 milioni e mezzo di infetti e la popolazione alla fame. Le misure repressive o la dittatura non hanno mai prodotto niente di buono nella storia. Come si poteva pensare, nel 2021, che servissero per vincere un virus?”.

D.Cosa pensi del governo Draghi e del piano vaccini gestito da Figliuolo?

R.”Sono del parere che quando manca una maggioranza numerica e politica la cosa migliore è andare al voto. Ci hanno detto che non si poteva votare perché era da irresponsabili con una pandemia in corso. È una balla. Basta vedere l’esempio di Israele, una nazione che nel giro di due anni è andata al voto quattro volte. In Israele, peraltro, è impensabile vedere l’osceno mercato delle vacche che abbiamo visto in Senato, in Italia, durante l’ultima, crisi di governo, quando Conte cercò, goffamente, di trovare qualche ‘costruttore’pur di tenere in piedi il governo. Inoltre, nonostante, il primo ministro Netanyahu fosse dimissionario ha risolto, reperendo personalmente 20 milioni di dosi di vaccino distribuite in modo capillare alla popolazione, il problema del coronavirus del suo Paese. Quindi le elezioni possono solo far bene. Su Draghi che è sicuramente più preparato e con un prestigio internazionale superiore rispetto a quello di un signor nessuno come Conte, nutro molte perplessità in quanto riferimento di quell’establishment politico che ruota intorno al catto comunista Capo dello Stato. I primi passi chiusuristi sono stati,  peraltro, in perfetta continuità col governo precedente, se non peggio. Ha rimescolato un po’ di carte nella governance. Ha ridotto il numero dei componenti del cts. Ma ha anche detto che un unico portavoce avrebbe parlato per tutti. Invece, ogni giorno, decine di ‘esperti’, virologi, medici di ogni genere, financo i callisti, ci inondano di consigli, previsioni, e ammonimenti in tivù generando confusione. La presenza costante di questi epidemiologi in TV è un altro elemento inquinante della nostra democrazia perché su temi come la libertà e i diritti non devono pronunciarsi i medici, ma i cittadini. Ho sentito il dottor Galli affermare in televisione che, visto il numero di contagi, sarebbe preferibile non votare. Ecco, se fossimo una nazione seria, dopo una dichiarazione del genere il dottor Galli, dovrebbe essere bandito da ogni televisione. Quando mai si è visto dei medici (di Stato) interferire nella vita democratica di un Paese? Ma questo fa parte di una strategia comunicativa tesa a terrorizzare la popolazione. Siamo lontani dai tempi nei quali, l’immunologo Ferdinando Aiuti si mostrava in televisione mentre baciava una ragazza sieropositiva per inviare un messaggio rassicurante alla popolazione: e cioè che l’AIDS non si contrae attraverso la saliva, che ci si può baciare e vivere senza paura. Una cosa buona il premier l’ha fatta mandando via il disastroso Arcuri. Purtroppo si è tenuto Speranza alla Salute che è l’emblema del fallimento italiano nel contrasto al covid.  Figliuolo fa que byllo che può. Mi meraviglia che gli italiani, nel 2021, facciano tanto affidamento sullo Stato che non hai mai dato particolare prova di efficienza nella sua storia”.

Gli Italiani vogliono tornare alla normalità quanto prima.
Ringrazio Gerardo Verolino per la piacevole conversazione.

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Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.