Laurea a Totò, uomo di grande umanità, cultura e arte

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NARDONE

Napoli, 5 apr. – “Una grande personalità del mondo della cultura, del teatro, dello spettacolo. Totò era tutto questo”. Sono le parole del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, a margine della cerimonia di consegna della laurea honoris causa conferita a Totò in occasione dei 50 anni dalla sua morte.

“È stato un grande artista che ha raccontato l’ Italia vera e ha condiviso il destino di tanti altri artisti nel mondo dello spettacolo – ha aggiunto De Luca – Ma è stato onorato e apprezzato solo dopo la morte, dopo che in vita i radical-chic non lo avevano fatto. Un uomo di grande umanità e arte. La laurea è un gesto doveroso che si aggiunge all’iniziativa promossa dalla Regione e dalla Rai per ricordare questa grande figura”, ha concluso De Luca.

“Totò era “un uomo di cultura poliedrico, che spaziava dalla poesia al cinema, dalla letteratura al teatro, un vero artista. Il fatto che riceva la laurea honoris causa, anche se dopo la morte, è una bella cosa. Dal paradiso si farà una risata”. Queste le parole del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. “I suoi messaggi sono attualissimi. E’ l’unico del quale puoi vedere i film anche cento volte, ma ridi come se fosse la prima”, ha aggiunto il primo cittadino partenopeo. De Magistris ha poi parlato dei progetti futuri sulla vita e l’arte del “principe della risata”: “Non vedo l’ora di inaugurare, la prossima settimana, la più grande mostra mai fatta su Totò, fortemente voluta dalla famiglia – ha aggiunto de Magistris – e con il ministro Franceschini abbiamo anche parlato del Museo, un altro obiettivo ormai a portata di mano. Non voglio dare date, ma siamo a buon punto”, ha concluso il sindaco.

“Totò era un “rivoluzionario” che ha unito il Paese “consolando tutti”. Così Renzo Arbore, nel corso della sua laudatio academica dedicata ad Antonio de Curtis. Una cerimonia nata proprio dopo una proposta dello stesso Arbore.

Nell’Aula magna storica dell’università di Napoli Federico II, lo showman ha voluto celebrare Totò con un commosso e sentimentale ricordo, soprattutto racconti di quando era ragazzo. “Totò ha unito il Paese quando c’erano spinte alla divisione, ha consolato tutti, da Nord a Sud, dal ricco al povero”, ha detto. “A Napoli c’era e c’è ancora il concetto di consolazione – ha spiegato – si dice: ‘Ci siamo consolati’ quando si vede una cosa bella. Una cosa che esiste solo a Napoli, forse per tutte le dominazioni subite. Totò – ha concluso – ha il grande merito di averci consolato dopo il dramma della Seconda guerra mondiale. Dopo tanti odi e tanti nemici, ha unito tutti con una cultura intelligente e sorridente. Ci ha consolato con le sue risate”.

Presente anche il ministro dei Beni e delle Attività culturali, Dario Franceschini, nell’aula magna storica dell’ateneo non solo in veste istituzionale, ma anche di “innamorato” del “principe della risata”. “Quest’iniziativa dell’università Federico II e di Renzo Arbore è molto intelligente e mi pare giusto che ci sia anche il Governo. Totò – ha detto Franceschini – ha sofferto in vita perché dai soloni della critica non è stata apprezzata l’importanza di quanto ha fatto per il teatro e il cinema italiano, ma quel riconoscimento lo ha ottenuto a furor di popolo”.

“Sono cresciuto a pane e Totò – ha raccontato il ministro – da bambino era una passione di mio padre e io l’ho trasmessa alle mie figlie. Ricordo come uno dei primi momenti tristi della mia vita quando arrivò la notizia della sua scomparsa. Oggi sono qui come innamorato, ma anche e soprattutto come ministro della Cultura”. A chi gli chiede la sua battuta preferita di Totò, Franceschini non ha dubbi: “Per il mestiere che faccio, sicuramente quelle sull’onorevole Trombetta”. Citazione che ha ripreso anche nel breve saluto che ha rivolto ai presenti alla fine della cerimonia: “Vorrei dedicare la mia presenza qui al mio collega Trombetta, figlio di Trombone”, ha concluso.

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