Landini segretario Cgil con 92,7% di sì

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Maurizio Landini è il nuovo segretario generale della Cgil. Lo ha eletto giovedì sera  l’assemblea generale con il 92,7% di sì. Sui 302 aventi diritto hanno votato sì 267 persone, pari appunto, al 92,7%, 18 no e 4 gli astenuti.

landini“Se attraverso il voto segreto mi darete la vostra fiducia, questo significa un vincolo e un mandato preciso: guidare una Cgil unitaria e dare continuità a quello che abbiamo fatto in questi anni”: afferma nel suo intervento programmatico all’assemblea generale, prima del voto per la sua elezione a segretario generale della Cgil. “La Cgil o è una o non è, o è plurale o non è”, sottolinea.

“Proporrò una delibera per nominare due vice segretari”: lo anticipa Landini facendo i nomi di Vincenzo Colla e Gianna Fracassi.

“Dobbiamo cambiare le scelte sbagliate che sta facendo questo governo”. Landini ricorda il prossimo appuntamento, già fissato da Cgil, Cisl e Uil con la manifestazione nazionale del 9 febbraio a Roma: “Dobbiamo riempire la piazza, dobbiamo dare voce e parola al lavoro”. La manovra, sottolinea, “è miope e recessiva, e non assume la stabilità e la qualità del lavoro quale bussola del cambiamento economico e sociale”.

“Se qui qualcuno si sente landiniano, colliano, camussiano sappia che sono sintomi di una malattia che va curata subito”: così il segretario generale in pectore della Cgil in un passaggio del suo discorso programmatico all’assemblea generale, prima del voto, fa una battuta per rimarcare l’unità della Cgil. Il congresso, sottolinea, “si è chiuso in modo unitario, non solo qui, ma in tutte le camere del lavoro, le categorie e le regioni”.

“Tutti quelli che lavorano abbiano gli stessi diritti”. Il leader della Cgil indica “la lotta” per i diritti che, rimarca, “ha bisogno di un’organizzazione unita”. “Questa è una società che mercifica e sfrutta le persone, dobbiamo combatterla qui e ora. È un impegno che val bene una vita”, aggiunge.

Redazione

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