Lacrime di sirena – un noir azzurro e arancione

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Che cosa sono le lacrime di sirena? Sono quelle schegge di vetro levigato che si trovano sulla spiaggia dopo una mareggiata, smerigliate dalle onde e dalla sabbia, lisce e infrangibili.

Come gli amici, sono brillanti, preziose, colorate, magiche e soprattutto uniche.

Lacrime di Sirena è il titolo del settimo romanzo nella serie con protagonista Kay Xiarras, ispettore di polizia di Rocky Cape, il primo pubblicato da Opera Indomita, con copertina realizzata da Emily Hunter, su fotografie dell’autrice, Elena Scialtiel.

Elena ha coniato il titolo ‘lacrime di sirena’ come calco dell’inglese mermaid tears, che appunto definisce popolarmente – e romanticamente – questi pezzetti di vetro azzurro, verde, giallo, bianco, marrone, blu e a volte rosso, raro e pregiato, che alcuni artigiani, come la sua vicina Frances, incastonano in pezzi unici di gioielleria in argento.

Anelli, braccialetti, ciondoli… tutto tranne orecchini o gemelli per polsini, perché di lacrime di sirena non se ne trovano mai due esattamente uguali per forma, colore e dimensione. Tranne in questo libro, dove succede anche questo!

La vicenda noir – orlata di rosa – è ambientata a Rocky Cape, lo staterello francobollo alla portineria del Mediterraneo che assomiglia a Gibilterra, dove cielo e mare sono azzurri trecento giorni all’anno in media, patria d’adozione dell’autrice da ventisei anni a questa parte. Segue le indagini della squadra omicidi locale, capeggiata appunto da K(ay), il cui nome intero è segreto di stato e… ‘se ve lo rivela, poi dovrà uccidervi!’

L’ispettore Xiarras è una detective dinamica e intraprendente, a volte un po’ insicura, tra gli ‘enta’ e gli ‘anta’, con circa vent’anni d’esperienza in polizia, ‘sposata al suo lavoro’, infatti vive ancora con i genitori, i quali non perdono occasione per ricordarle che dovrebbe formarsi una famiglia, antes que se pase el arroz, cioè prima che sia scotta.

È affiancata da variopinti collaboratori come il fidato vice Zac, il figlio del rabbino, e Padma, di discendenza indiana, entrambi arruolatisi in polizia contro il volere delle rispettive famiglie; il biondo Brian convalescente da una ferita da arma da fuoco subita nell’episodio precedente Effetto Neve, e il suo cane poliziotto chiamato Semper Fidelis, dal motto dei Marines americani.

Completano l’organico il Medico Legale, il Commissario, e il perito scientifico John Da Silva, occhialuto pignolone che solleticherà l’anima dei lettori con petali di fiori di loto, mentre gareggia con il fascinoso Jefe de Policía d’oltrefrontiera Juan Manbán per il cuore della bella ispettrice.

La trama si dipana dalla fatidica mattina nebbiosa di fine estate in cui il cadavere nudo e composto di una donna viene ritrovato su una barca da pesca spinta a riva dal vento di levante, e conduce i nostri eroi a visitare un centro yoga, un ristorante vegano e carb-free (da cui il sottotitolo Yoga. Keto. Kevlar), fino a incappare in un secondo omicidio, perpetrato con un’arma del delitto a dir poco… appiccicosa.

Nel frattempo, Kay flirta con John e Juan, va di tapitas y cervecitas – strettamente per lavoro, certo! – visita i baracconi della fiera, e incontra sgangherati personaggi dai nomi parlanti come la gastroenterologa Emma Tochézia, in un drammatico crescendo che culmina in una tempesta di sabbia sahariana arancione (ispirata dal fenomeno atmosferico detto calima, che colpí la Costa del Sol il 24 marzo 2022), e in un finale a sorpresa atroce e crudele.

Nonostante il tono brioso e ironico che pervade la narrazione, questa è la storia del dramma di una ragazza madre, di una famiglia ricongiunta troppo tardi, per un beffardo e ingarbugliato scherzo del destino, e soprattutto la toccante storia dell’amore tra sorelle che va oltre la morte e le convenzioni sociali.

“Al contrario del precedente Effetto Neve, in cui una testa mozzata rotola nel bel mezzo di una partita di bowling, in questo romanzo ho scelto di evitare gli spargimenti di sangue nel senso letterale – tranne uno minore, subito risolto dal pronto intervento di John Da Silva (oh, mio eroe!) – ma si indaga su due omicidi ugualmente efferati per movente e freddezza d’esecuzione, che vi raggeleranno il sangue nelle vene,” spiega l’autrice.

E continua: “Durante questo percorso di scrittura, durato due anni come la gestazione di un elefantino, ho appreso e sperimentato il potere terapeutico dei chakra e assaggiato ricette vegane e ketogeniche simili a quelle descritte tra le mie pagine – un’esperienza positiva e gratificante.

“I miei personaggi sono ispirati dalle persone che ho incontrato nei miei vent’anni da ‘pennivendola’ freelance per la stampa locale: intriganti, multiculturali e umanissimi, ognuno con una storia da raccontare che tocca profondamente l’animo di chi sa ascoltare. Ovviamente, la storia che ho imbastito qui è interamente frutto della mia fantasia!”

Elena conclude: “Ringrazio Pietro Damiano per aver creduto in me ed aver pubblicato il mio romanzo con Opera Indomita, delle cui antologie di racconti a tema sono una fan attiva, e Emily Hunter per aver realizzato la spettacolare copertina, che riflette tutta la luce azzurra del mio mondo.”

Le precedenti avventure dell’ispettore Xiarras sono pubblicate da Boopen.it, tranne quella scritta in inglese, Nepenthes, sponsorizzata dal Ministero della Cultura di Gibilterra nel 2013.

Il libro è disponibile al seguente indirizzo: https://www.amazon.it/dp/B0BSTGWFQ8

 

 

 

Redazione

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