La Riforma dell’ordinamento giudiziario e del Csm è legge

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Anna Tortora

Il Senato ha approvato la riforma dell’ordinamento giudiziario e del Csm che diventa legge. I sì sono stati 173, i no 37, gli astenuti 16. “Provvedimento preceduto da un lungo lavoro, portato avanti con il contributo di molti”, ha detto la ministra Cartabia.
Ecco i capisaldi della riforma dell’ordinamento giudiziario e del CSM approvata in Senato.

Torna il testo Cartabia: I collegi sono formati in modo tale da essere composti dal medesimo numero di elettori e sono determinati con decreto del ministro della Giustizia, sentito il Consiglio superiore della magistratura, emanato almeno quattro mesi prima del giorno fissato per le elezioni, tenendo presente l’esigenza di garantire che tutti i magistrati del singolo distretto di Corte d’appello siano inclusi nello stesso collegio e che vi sia continuità territoriale tra i distretti, salva la possibilità, al fine di garantire la composizione numericamente equivalente del corpo elettorale dei diversi collegi, di sottrarre dai singoli distretti uno o più uffici per aggregarli al collegio territorialmente più vicino.

Stretta sulle “Porte girevoli”: Viene introdotto il divieto di esercitare in contemporanea funzioni giurisdizionali e ricoprire incarichi elettivi e governativi, come invece è attualmente consentito. Il divieto vale sia per le cariche elettive nazionali e locali che per gli incarichi di Governo nazionali o locali. Quindi, c’è l’obbligo di aspettativa per l’assunzione dell’incarico. Allo scadere del mandato, i magistrati, che hanno ricoperto cariche elettive o incarichi, non possono più tornare a svolgere alcuna funzione giurisdizionale. I magistrati candidati in competizioni elettorali ma non eletti, per tre anni non possono tornare a lavorare nella regione che comprende la circoscrizione elettorale in cui si sono candidati né in quella in cui si trova il distretto dove lavoravano, in più non posso assumere incarichi direttivi.

Fuori ruolo: Si attua una riduzione del numero massimo dei magistrati fuori ruolo (oggi 200), ma è un principio contenuto nella delega, si stabilirà invece nei decreti attuativi il nuovo numero limite. I magistrati possono essere collocati fuori ruolo non prima di 10 anni di effettivo esercizio delle funzioni giurisdizionali. Viene abbassato da 10 a 7 il limite massimo di anni (con eccezione a 10 anni per gli organi costituzionali, di rilievo costituzionale e per gli organi di governo).

Separazione delle funzioni: È previsto un solo passaggio di funzione tra requirente e giudicante nel penale, entro i 10 anni dall’assegnazione della prima sede (escluso il periodo di tirocinio di 18 mesi). Limite che non opera per il passaggio al settore civile o dal settore civile alle funzioni requirenti nonchè per il passaggio alla Procura generale presso la Cassazione.

Stop a nomine a pacchetto: L’assegnazione degli incarichi direttivi/semidirettivi si decide in base all’ordine cronologico delle ‘scoperture’, per evitare le cosiddette ‘nomine a pacchetto’. Si prevedono corsi di formazione sia prima di aver accesso alla funzione che dopo. Viene valorizzato nella scelta del candidato il possesso di caratteristiche rilevanti rispetto allo specifico posto messo a concorso; si rendono trasparenti le procedure di selezione, con pubblicazione sul sito del Csm di tutti i dati del procedimento e i vari curricula.

Fascicolo personale: Si prevede di aggiornare i fascicoli di ogni singolo magistrato con tutti i dati utili raccolti anno per anno. Il fascicolo contiene dati, non valutazioni di merito. Un quadro complessivo del lavoro svolto, non un giudizio sui singoli provvedimenti) per tre anni non possono ricoprire incarichi direttivi.

Composizione e funzionamento del Csm: I membri tornano ad essere 30. Di cui tre di diritto: Presidente della Repubblica; primo Presidente di Cassazione; procuratore generale della Cassazione; 20 i componenti togati (di cui 2 di legittimita’, 5 pm e 13 giudicanti), 10 i componenti laici. Su questi ultimi, viene specificatamente richiesto il rispetto della parità di genere nella scelta delle candidature da parte del Parlamento.

Accesso alla magistratura: Accessibilità al concorso direttamente dopo la laurea (decade l’obbligo di frequenza delle scuole di specializzazione); valorizzazione dei tirocini formativi e ufficio per il processo; attribuzione alla Scuola Superiore della Magistratura dell’organizzazione di corsi di preparazione al concorso in magistratura per i tirocinanti.

Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.