La reggia di Napoli ospita le regge d’Italia

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“Conservazione preventiva nelle residenze reali italiane”

31 maggio – 1 giugno 2022

Due giorni di lavori a Napoli in cui si incontreranno a Palazzo Reale direttori, curatori, architetti e restauratori delle più importanti residenze reali d’Italia per confrontarsi sui temi della conservazione preventiva.

Una prima e importante occasione per creare una vera rete dai Musei Reali di Torino al Quirinale, da Palazzo Pitti alla veneta Villa Pisani, dai palazzi reali di Milano, Genova e Palermo alle regge borboniche e alle residenze sabaude.

Sarà presentato il volume recentemente pubblicato dal Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”, che fornisce linee guida per le best practices e che può rappresentare un supporto per il futuro della conservazione dei siti reali, legati da problematiche comuni.

 Saranno molti i temi affrontati sulla conservazione dei manufatti, degli arredi e dei tessuti, ma anche sui sistemi di monitoraggio e sulla valutazione dei rischi derivanti dalla frequentazione del pubblico.

Uno degli obiettivi che gli operatori dei siti si pongono è anche quello di comunicare in maniera chiara e ai visitatori i sistemi di tutela perché si sentano coinvolti nella difesa di un patrimonio che appartiene a tutti.

Alla realizzazione del volume ha collaborato anche Mario Epifani, direttore del Palazzo Reale di Napoli a testimonianza di una prima occasione di collaborazione e di studio.

Il convegno si concluderà con una tavola rotonda alla quale parteciperanno le università napoletane, gli istituti e le scuole di restauro con l’obiettivo di creare nuove figure professionali che si occupino di conservazione preventiva attraverso corsi specifici.

  A sostegno di questi obiettivi, che si prefiggono di dare ampio spazio all’attività di conservazione, parteciperanno anche il Politecnico di Milano che ha sviluppato studi specifici sul monitoraggio ambientale e la Fondazione Compagnia di San Paolo che ha creato un bando apposito sulla conservazione.

Il convegno è cofinanziato dalla Regione Campania, nell’ambito del POC Campania 2014-2020.

Redazione

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