La baronessa del Punk Vivienne Westwood lancia un appello per salvare il pianeta

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Firenze, 27 ott. – La baronessa Punk che ha rivoluzionato la moda ben 50 anni fa lancia un importante appello durante la premiazione della Biennale di Firenze, dove viene insignita del premio Leonardo Da Vinci per la sua carriera. Per l’occasione la stilista britannica Vivienne Westwood dichiara: “Questa è la mia opportunità per far capire al mondo cosa succede, perché milioni di persone non sanno cosa sta accadendo. Niente è connesso, se guardiamo alle notizie che riceviamo. E invece tutto è connesso”.

NARDONE

Il suo discorso è frutto di ben 52 pensieri annotati durante l’anno della pandemia, divulgati volutamente al grande pubblico che dal 1971 la segue, stimandola per aver creato col compagno Malcom McLaren, uno degli ultimi brand indipendenti al mondo. La Westwood definisce questo suo messaggio “il migliore che abbia fatto” e continua: “Finora non avevo la soluzione, ora ce l’ho. La soluzione è che dobbiamo cambiare l’economia. Certo dobbiamo fermare le guerre, ma soprattutto cambiare l’economia, perchè crea inquinamento”.

Una parola campeggia ricorrente nel discorso della stilista: è ‘Rewild’, il bisogno di tornare a uno stile di vita connesso con la natura. Il riferimento parte dall’ultimo viaggio di Vivienne avvenuto in Cornovaglia, luogo in cui vive il figlio, dove ha potuto sperimentare come si lavora in armonia con la natura: “Se i governi aiuteranno potremmo farlo subito; abbiamo bisogno della cooperazione dei governi, così potremo tornare ai livelli pre-industriali. Un esempio? Se vuoi costruire una casa, prendi in affitto uno spazio e diventi il custode dello spazio. Nessuno può possedere un certo territorio ma solo Madre natura. Nessun paese dovrebbe poter essere proprietario di una parte di oceano”.

La Westwood che si è mossa nei giorni scorsi da Napoli (luogo in cui ha scattato le foto per la campagna della sua ultima collezione), fino a Firenze, descrive l’impatto che la moda del futuro potrà avere sull’ambiente e come gestirlo evitando che inquini: “Comprate meno e comprate meglio. E comprate abiti che durano”.

L’icona fashion, da sempre vicina a Greenpeace, per la quale nel 2013 disegnò il logo ufficiale Save The Artic, oltre che ad associazioni come Amnesty International, Liberty, Reprieve, continua ad essere divulgatrice di messaggi ad alto impatto e a chi le chiede a tal proposito, se possa essere interessata a vestire la giovane attivista per l’ambiente Greta Thunberg, la Westwood risponde: “Chissà, forse un giorno. Mi piacerebbe darle dei miei vestiti, ma non so se li metterebbe, ha le sue idee. Quando la vedo penso che sia bellissima, autentica, fantastica”.

Pina Stendardo

Giornalista freelance presso diverse testate, insegue la cultura come meta a cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.