L’epidemia di colera che mette in ginocchio lo Yemen

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Roma, 11 lug. – La Croce Rossa annuncia più di 300 mila nuovi casi sospetti di colera nello Yemen. Con 7 mila nuovi casi al giorno e 1706 morti dall’inizio dell’epidemia iniziata ad aprile di quest’anno, quella che vive il Paese è la più devastante epidemia di colera del mondo, come dichiarato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità qualche settimana fa.

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La situazione è aggravata dal collasso delle infrastrutture causate da più di due anni di guerra tra il governo del presidente Hadi, al potere dal 2011 dopo la cosiddetta “primavera yemenita” che ha visto la fine del governo autoritario di Ali Abdullah Saleh, e le truppe ribelli degli Houthi, un movimento di religione musulmana sciita nato nel nord del Paese. lI conflitto, iniziato dopo il tentativo fallimentare di riformare la Costituzione del Paese e di ristrutturare il settore militare, ha presto preso una dimensione non più soltanto locale con l’intervento di una coalizione militare guidata all’Arabia Saudita preoccupata dalla possibilità che l’avanzata del movimento sciita portasse alla rottura degli equilibri regionali con un ruolo sempre più centrale del Iran sciita.

La guerra sta avendo un effetto devastante sul fragile sistema sanitario dello Yemen portando alla chiusura di numerose strutture, la carenza di personale e di medicinali. Il digrado delle infrastrutture idriche e, più in generale, delle condizioni di igiene contribuiscono alla diffusione dell’epidemia.

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Marcella Esposito

Marcella Esposito

Laureata in Relazioni e Istituzioni dell'Asia e dell'Africa, si interessa di governance urbana e sviluppo locale nei paesi dell'Africa sub-sahariana, di migrazioni e questioni di genere.