L’emergenza migranti spacca l’Europa

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Roma, 5 lug. – Migranti, è scontro Italia-Austria: dopo il no fatto filtrare da Francia e Spagna alla richiesta italiana di ‘dirottare’ parte degli sbarchi su Marsiglia e Barcellona, è arrivato l’annuncio dell’Austria che potrebbe schierare 750 soldati al valico del Brennero per fermare gli arrivi. Il ministro della Difesa austriaco, Hans Peter Doskozil, ha dichiarato che Vienna è pronta ad attivare controlli rafforzati alla frontiera con 450 militari di stanza in Tirolo e 300 della Carinzia e ha già schierato quattro mezzi corazzati Pandur.

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Immediata la reazione della Farnesina che ha convocato per protesta l’ambasciatore austriaco a Roma, Renè Pollitzer. Vienna si era già smarcata dai ricollocamenti previsti dall’Ue, sostenendo che è già terza nell’Ue per il numero di richiedenti asilo in proporzione agli abitanti. L’Austria è attesa il 15 ottobre da elezioni anticipate dopo la rottura della grande coalizione tra popolari e socialdemocratici e il giro di vite sui migranti è stato voluto dal neo-leader dei popolari (Ovp), Sebastian Kurz. Pure la Svizzera ha annunciato un rafforzamento della vigilanza al confine con Piemonte e Lombardia con l’invio di numerosi agenti di polizia di rinforzo in Ticino, Grigioni e Vallese.

Intanto l’Italia conferma numeri da record per gli sbarchi: superata la soglia dei 100mila arrivi nell’Ue per i primi sei mesi del 2017, di cui l’85% (85.183) sono giunti nella penisola. La tensione sui migranti è quasi sfociata in uno scontro istituzionale a Strasburgo: il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, adirato perché in aula a sentirlo riferire su presidenza maltese dell’Ue e migranti c’erano solo una trentina di eurodeputati su 751, ha definito “ridicolo” il Parlamento europeo. “Moderi i termini”, lo ha rimproverato il presidente, Antonio Tajani. L’ex premier lussemburghese si è poi scusato per i termini utilizzati. Juncker, peraltro, ha promesso che con le misure per accelerare sull’emergenza migranti che la Commissione vara oggi “dimostreremo con i fatti che vogliamo rimanere solidali, soprattutto con l’Italia che dimostra un atteggiamento eroico”. “La solidarietà è d’obbligo”, ha avvertito, “non abbiamo diritto di perderci negli egoismi nazionali. La Commissione ha fatto molto ma non tutto quanto avrebbe dovuto fare perché i nostri mezzi tecnici e finanziari sono limitati”. Poi ha concluso l’intervento con un “viva l’Italia”. Chissà mai se i fatti seguiranno alle parole…

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Raffaele De Falco

Raffaele De Falco

Collaboratore freelance, convinto assertore del giornalismo moderno, fatto di social, notizie in tempo reale attraverso i più svariati mezzi di comunicazione attualmente in circolazione ed in continua evoluzione. Adoro il mare, amo viaggiare e scrivere: la cultura è la risposta alla vita quotidiana.