L’azzardo consapevole esiste?

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NARDONE

Si continua a parlare di gioco d’azzardo e possibili infiltrazioni del crimine organizzato. In realtà la questione non è un allarme ma un dato di fatto. Basta pensare a quante pagine di cronaca si scrivono sulle slot machine che riciclano fondi di dubbia provenienza o, sulle medesime macchinette truccate.

Ormai in particolare in alcuni territori di Italia, tra cui Napoli, le slot machine spesso e volentiere sono gestite in parallelo rispetto allo Stato, dal crimine.

L’azzardo piace, piace a tutti ma c’è differenza tra una giocata consapevole  e la

 proliferazione di punti scommesse, slot machine, VLT, AWP, sale bingo e “gratta e vinci”, è proprio in questi luoghi che si possono intersecare volontà normali di chi intende passare un po’ di tempo differente con il crimine organizzato che spietatamente riesce persino a eliminare il payout di una slot!

Sembra che ci sia un legame tra l’aumento del GAP ed il gioco d’azzardo in mano al crimine, una delle soluzioni per non rischiare sembra quella di emulare chi sfrutta il codice bonus Casino Planet prediligendo un gioco regolato dalle norme del Monopolio di Stato.

Giocare in rete sembra persino essere interessante sotto il profilo della salute infatti se qualcuno pensa che la disponibilità del gioco continuo sia pericoloso nella realtà dei fatti non pare essere così.

Il gioco online potrebbe essere più salutare, non è stata dimostrata ancora nessuna connessione tra compulsività e giocate digitali ma in ogni caso è bene tener presente che non vi è nessuna prova scientifica e, proprio come fanno tutti i siti internet delle maggiori società di giochi e scommesse online, è doveroso ricordare che il gioco d’azzardo può creare dipendenza.

L’informazione è importante è proprio con la giusta comunicazione che si sconfigge il GAP e che, secondo taluni, si può mettere uno stop al business che il crimine organizzato fa sull’enorme introito dei gioco d’azzardo.

La prevenzione è sempre meglio piuttosto che la cura della patologia e così che le Istituzioni devono impegnarsi a svolgere tutte quelle azioni di prevenzione sia sul territorio che persino sul web. Vero è che online i protocolli di sicurezza sono molto rigidi e la loro elusione è molto più difficile rispetto a quella del mondo reale dove comunque serve che si adottino provvedimenti ma questi non devono  essere troppo marcatamente proibizionisti perchè è cosa ormai nota che quando il proibizionismo è forte ad avere la meglio è sempre l’irregolarità.

Il percorso è ancora lungo ma bisognerebbe prendere spunto dai giovani italiani, il 50% di loro gioca online e lo fa per divertirsi e, a dispetto di ogni previsione, non rischia più di venti euro al mese.

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Redazione

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