Ischia offesa da rappresentanti politici e giornalisti, rifiuta i funerali di Stato per le vittime dell’alluvione

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di Gennaro Savio

“Noi siamo reduci da un terremoto di cinque anni fa e dopo il terremoto hanno fatto le passerelle tanti, tanti politici. Ma noi siamo stati abbandonati. Adesso molti di noi avevano trovato rifugio in questa montagna. E’ venuto l’alluvione e non c’è stato rispetto per i nostri morti né da parte dei politici, né da parte dei giornalisti. Ci hanno tacciato di una sola parola che non voglio neppure ripetere in questo momento. Abbiamo detto che ognuno in silenzio vuole piangere i propri morti. Niente politici, niente passerelle e addirittura qualcuno ha detto non vogliamo neppure l’elemosiniere del Papa”. C’è rabbia tra i parenti delle vittime come Filomena Senese che ha perso la cognata, e tra gli sfollati della tragica alluvione che sabato 26 novembre 2022 ha portato morte e distruzione a Casamicciola Terme. Rabbia accumulata in questi giorni di lutto dove alcuni rappresentanti politici e giornalisti, anziché fare silenzio e rispettare il dolore delle popolazioni dell’isola d’Ischia denunciando semmai lo stato di abbandono a cui da decenni le Istituzioni competenti tengono le colline casamicciolesi negando persino la manutenzione ordinaria e straordinaria degli alvei e delle briglie che servono a mitigare il rischio idrogeologico così come denunciato da anni dall’Ingegnere Peppino Conte attraverso i nostri servizi giornalistici, hanno approfittato per gettare ulteriore fango sulla popolazione colpita dalla sciagura attribuendo la responsabilità di quanto accaduto ai  cosiddetti abusivi e all’abusivismo edilizio che mai come in questo caso non ha proprio nulla a che spartire con la frana staccatasi dal Monte Epomeo e finita in via Celario, e cioè in una zona ritenuta non a rischio dagli organi competenti. Un popolo, quello isolano, da sempre contraddistintosi per ospitalità e generosità, un popolo di grandi ed instancabili lavoratori che proprio non meritava di essere offeso in un momento così drammatico. E così con una decisione di grande dignità, per le dodici vittime dell’alluvione sono stati rifiutati i funerali di Stato i quali, come accade spesso in queste circostanze, avrebbero rappresentato l’ennesima passerella di personaggi politici e rappresentanti istituzionali che nulla negli ultimi sei anni hanno fatto ad esempio per gli sfollati del terremoto del 2017 e, probabilmente, poco o nulla faranno per gli quelli colpiti dalla sciagura del 26 novembre. “C’è rabbia ed indignazione – ha dichiarato Ida Trofa, sfollata dell’alluvione dello scorso 26 novembre e sfollata del terremoto del 2017 – nella gente di Casamicciola Terme per quello che è accaduto dopo il 26 novembre scorso. Soprattutto non si vuole più la passerella di politici ma anche delle stesse istituzioni religiose e quindi sono stati rifiutati i funerali di Stato. Ci saranno tre celebrazioni singole tra Ischia e Lacco Ameno per tutte le vittime di questa tragedia di Casamicciola Terme. Ovviamente nessuno vuole più la vicinanza di persone che hanno offeso il paese”. Intanto, mentre si organizzano i funerali in forma strettamente privata, piazza Maio continua ad essere il punto di incontro degli sfollati. Toccante affisso alla parete interna, sono due disegni realizzati dai bambini in ricordo delle vittime dell’alluvione. In uno c’è scritto, tra l’altro, “Casamicciola sei forte”. Così i più piccoli, le future generazioni cercano di farsi forza per poter superare l’ennesima tragedia.

Redazione

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