INTERVISTA – Orietta Berti: “La mia vita è un film e ve la racconto dopo 55 anni di musica”

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Cavriago, 26 mar. – Una carriera lunga 55 anni quella di Orietta Berti, festeggiata sul palco dell’Ariston con l’uscita di un nuovo album tutto di inediti, intitolato ‘La mia vita è un film’.

NARDONE

Regina dei social dopo l’esperienza del suo 12esimo Festival, l’usignolo di Cavriago è un mix di simpatia, genuina italianità ed esperienza musicale. Scrittrice, personaggio televisivo, oltre che cantante, Orietta è ritornata alla ribalta per la classe con cui ha presentato a Sanremo il brano ‘Quando ti sei innamorato’, piena espressione del melisma della canzone italiana.

I Maneskin, vincitori del Festival hanno dichiarato che avrebbero votato per la vittoria della signora Berti, se avessero potuto cedere il titolo in nome di qualcun altro, in quanto riconoscono in lei una donna davvero ‘rock’ nello spirito.

Il ritorno della Berti nella città dei fiori, a distanza di 29 anni, corrisponde al lancio di un cofanetto che uscirà per Pasqua. Conterrà 22 canzoni inedite, insieme a tanti successi, racchiusi nei primi 3 cd del cofanetto, oltre che molti duetti e sigle televisive presenti nel quinto cd.  Tra i testi inediti tanti sono i temi sociali a cui Orietta dà risalto con la sua voce, quali l’omofobia e la violenza sulle donne, come ci racconta in questa intervista.

L’INTERVISTA – “LA MIA VITA E’ UN FILM’

– Orietta, come vive il post Sanremo che l’ha decretata regina del Festival?

Ogni giorno ho 5-6 interviste online e poi sono in televisione per promuovere i dischi in uscita. C’è un bel da fare; adesso si comincia. Il palco dell’Ariston è il ‘via’ alla promozione di un lavoro discografico che nel mio caso rappresenta il festeggiamento di 55 anni di carriera con un viaggio nella musica italiana degli anni d’oro in cui si vendevano milioni di dischi e c’era il successo vero, insieme a canzoni cantate con colleghi e a sigle tv di cui non avevo più memoria. 

– Un aggettivo per descrivere il suo Sanremo tra emozioni,  l’abbraccio dei colleghi e il riconoscimento da parte di un pubblico diversificato? 

È stata una cosa bella e inaspettata… un sogno realizzato, come tutte le cose belle e inaspettate, per citare Hemingway. Quando si crede tanto nei sogni a volte vengono realizzati. Ringrazio Pasquale Mammaro che è stato dietro questo progetto; per me si è trattato davvero di un sogno portato a compimento!

– Suo compagno di viaggio sanremese è stato il Maestro Enzo Campagnoli, napoletano doc che l’ha diretta sul palco più ambito d’Italia. Può svelarci un aneddoto sulla vostra collaborazione di questi anni? 

L’anno scorso abbiamo iniziato a lavorare su una canzone dalle note molto alte. Ad un certo punto ho chiesto al Maestro se mi potesse dare un paio di scarpe col tacco alto, perchè non vi sembrerà vero, ma quando ho il tacco alto riesco a prendere note più acute. Il Maestro è andato a cercare le scarpe col tacco dalle cognate e così sono riuscita nel mio intento di arrivare a sostenere gli acuti!

– Dopo il brano ‘Quando ti sei innamorato’ ha lanciato la canzone ‘Diverso’. Che tipo di colore intende dare insieme al messaggio con questo nuovo testo?

Il colore bianco, quello della purezza, dell’amore puro perchè a una mamma non importa se il figlio ama o chi ama; l’importante è voler bene alle persone, rispettarle ed essere felici. Da madre e da artista volevo lanciare questo messaggio di inclusione, accoglienza che abbattesse con la musica le barriere della diversità e del pregiudizio sull’omosessualità.

– C’è in questo disco un altro brano a cui lei è particolarmente legata per il significato che divulga?

In realtà nel mio disco ci sono 22 brani che mi coinvolgono, perchè ognuno ha una storia a sè e racconta un amore particolare, ma ce n’è uno che vorrei menzionare e si intitola ‘Il coraggio di chiamarlo amore’, cantato per raccontare la storia di donne meno fortunate che hanno vissuto un amore per uomini che sono in realtà criminali che le rovinano psicologicamente e usano violenza contro di loro. Volevo portarlo a Sanremo, ma Amadeus mi ha detto: “L’ho sentito, però dopo 29 anni mi picerebbe che tu venissi a raccontare una storia d’amore non travagliata”. Per questo poi ho raccontato in ‘Quando ti sei innamorato’ la mia storia con Osvaldo.

– Quali progetti futuri ha in serbo dopo 55 anni di carriera?

Ci sono tanti progetti. Ho appena finito di programmare l’evento per festeggiare i miei 55 anni in musica perchè è appena uscito un 45 giri con Le Deva, è uscito un video, un cd, un vinile per gli appassionati  con 22 canzoni nuove e il 27 marzo dovrebbe uscire il cofanetto con 6 cd. Adesso dobbiamo programmare e promuovere questi dischi perchè se li abbiamo fatti dobbiamo pubblicizzarli e poi avrei un altro progetto… finchè sono in voce buona, se non si faranno concerti questa estate potremo anche lavorare per costruire un’altra tappa musicale della mia vita.

– Un suo augurio musicale dedicato all’Italia intera?

Siccome la canzone piace, vorrei dedicare ‘Quando ti sei innamorato’, perchè ci si innamora a qualsiasi età; l’amore è universale ed io auguro agli italiani di innamorarsi della loro vita, di ogni piccola cosa e di amare la nostra Italia. 

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Pina Stendardo

Giornalista freelance presso diverse testate, insegue la cultura come meta a cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.