INTERVISTA – ‘Mostri a Parte’, l’arte del saper fare smitizzata con tinte gotiche da Maurizio Casagrande

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Acerra, 25 gen. – Un desiderio realizzato quello di Maurizio Casagrande, in tournéè teatrale quest’anno con uno spettacolo “visionario” da lui scritto, diretto ed interpretato.

Il teatro gotico coinvolge i palcoscenici campani e il Teatro Italia di Acerra, ispirandosi al cinema horror anni ’30 e ’40. Sogno e fantascienza abbracciano la scena con proiezioni fumettistiche realizzate dallo stesso Casagrande, pronto a stupire il pubblico con effetti da dimensione onirica.

‘Mostri a parte’ affonda la lama affilata del buon senso in una ferita sempre aperta per il mondo dello spettacolo. Ci si interroga dunque sul concetto di bravura, meritocrazia e popolarità mediatica.

Quello che un tempo era il “mostro sacro dell’arte”, oggi diventa un “mostro di incompetenza”. E’ questo a destare paura e orrore di Franco, un cantante ormai in declino di popolarità, chiamato a fare i conti con l’ingiustificata fama della moglie Ursula (Giovanna Rei), conduttrice di un talk show pomeridiano a caccia di share puntando sull’incompetenza.

Il dibattito culturale sulla falsa mitizzazione di influencer, opinionisti, attori e cantanti, si traslittera in una dimensione familiare e matrimoniale che vede Franco ed Ursula a confronto sulla degenerazione dell’arte.

La tv spazzatura è il focus su cui la regia di Casagrande e Francesco Velonà, incentra la scena. I nuovi mostri della comunicazione portano inevitabilmente ad una rottura nel mondo concettuale, familiare e professionale del protagonista Franco (Maurizio Casagrande), riluttante al cambiamento e a un adeguamento ai tempi televisivi moderni.

Così in preda allo sconforto, piombato in un sonno profondo, l’ex star anni Ottanta deve fare i conti con i “mostri” notturni. L’inconscio arriva fino in Transilvania in una locanda ereditata dal noto Dottor Jekyll. Qui Fabio Balsamo, volto noto dei TheJakal, fa il suo eccezionale ingresso: si sdoppierà nel ruolo di un fido aiutante, pronto a vestire all’occorrenza i panni di un acclamato, quanto discusso personaggio della serie tv ‘Gomorra’.

Tiziana De Giacomo, vampira “svampita”;  Nicola D’Ortona, il lupo mannaro; Marianna Liguori, la bambola assassina e Claudia Vietri, il fantasma dell’opera, grazie agli splendidi costumi di Maria Rosaria Riccio, interpretano i personaggi ‘cult’ del genere horror, rappresentando con le proprie ambivalenti inclinazioni, la parabola discendente degli artisti contemporanei.

Un monito tuona a fine spettacolo: “Se la gente oggi non vuole pensare, cosa lasceremo come eredità artistica alle nuove generazioni? Un cumulo di talent e reality show senza cultura e vero spettacolo? Meditate gente, meditate!”.

Pina Stendardo

Giornalista freelance presso diverse testate, insegue la cultura come meta a cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.