Intervista – ‘Mettici la mano’, Antonio Milo e Adriano Falivene portano in teatro l’anima di Napoli tra fiducia ed abbandono

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Acerra, 12 dic. – Sono in tournèe teatrale e stanno riscuotendo grande successo. Antonio Milo, Adriano Falivene ed Elisabetta Mirra portano in scena l’anima di Napoli con la complessità dell’essere umano. Al Teatro Italia di Acerra hanno restituito una prova da attori dinamica, divertente, ma anche malinconica e profonda; dunque multisfaccetata.

Dalla tv al teatro, la penna di Maurizio De Giovanni lascia rincontrare dopo 10 anni il brigadiere Raffaele Maione e Bambinella, in piena guerra, tra i bombardamenti del 1943 ed un caso da risolvere che coinvolge la giovane Melina, arrestata per aver sgozzato nel sonno il Marchese di Roccafusca, presso il quale faceva da cameriera.

I tre personaggi si ritrovano in un cantinato in cui i napoletani hanno assicurato rifugio alla Vergine Addolorata. E’ quest’ultima il quarto personaggio che silenzioso guida le vicende dei tre protagonisti dello spettacolo. Mentre Bambinella e Maione commentano l’esito della guerra, tra paura e speranza di futuro, la vicenda di Melina prende forma e lascia comprendere agli spettatori tutto il dramma femminile di una giovane donna che diventa assassina perchè a lungo è stata abusata. Maione da un lato rivendica il prevalere della giustizia umana, mentre Bambinella, dotata di una sensibilità femminile, invoca la giustizia divina in cui Melina non crede più.

Ci si interroga a questo punto sul senso dell’umano e del divino, sull’importanza del perdono e della scelta. Lo si fa con tratti ironici che Falivene e Milo disegnano in modo strepitoso, con padronanza dei loro personaggi che tanto gli hanno dato nella realtà e nella finzione, insieme ad una giovane e bravissima Elisabetta Mirra che affascina con la sua recitazione, riflettendo a pieno il dramma umano della sua Melina.

Lo spettacolo è una pagina della storia di Napoli che vale la pena rivivere, per tornare a casa carichi di sentimenti ed orgoglio dei nostri artisti partenopei, che sono perfetti ambasciatori della cultura nostrana.

 

 

Foto e video di Arturo Favella

 

Pina Stendardo

Giornalista freelance presso diverse testate, insegue la cultura come meta a cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.