Intervista – Il mondo musicale di Aelba, da Mozzarella Unplugged al nuovo singolo ‘Nebbia’, il futuro della cantautrice napoletana

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Napoli, 16 mar. – La giovane pianista e cantautrice Aelba presenta il suo prossimo singolo ‘Nebbia’. Il brano che rappresenta una sintesi della fusione del mondo musicale classico con quello elettronico, arriva subito dopo il singolo ‘Vuoto’.

Aelba che da poco ha aderito al progetto ‘Mozzarella Unplugged’, collettivo pensato per lanciare tutti gli artisti emergenti campani, lavora con la musica fin da bambina.

Ad averle ispirato la passione per la musica è stato il padre, chitarrista autodidatta. Cresciuta tra accordi e canzoni, la giovane cantautrice decide di cimentarsi all’età di 10 anni con una tastiera, fino ad arrivare a studiare pianoforte e a diplomarsi al Conservatorio.

Da allora ha vissuto il rapporto con la musica in crescendo, decidendo di scrivere canzoni per parlare non solo ai giovani, ma a tutte le generazioni, con testi che affrontano tematiche importanti da un punto di vista emotivo, come accaduto in ‘Vuoto’.

Racchiuso nel progetto ‘Aelba’, iniziato nel 2020, l’artista con il nuovo singolo intende lasciare riferimenti aperti per far emozionare il suo pubblico, come ci racconta in questa intervista.

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Aelba hai un nuovo progetto in uscita che presto potremo ascoltare. Da quali riferimenti parti per comporlo?

I miei riferimenti musicali sono vasti perché parto dalla musica classica che ascolto e suono. Il mio mito da un punto di vista cantautorale è Elisa, ma ascolto anche i Radiohead. Nella mia musica ci sono influenze del panorama britannico nord europeo, tipico della musica elettronica. É vero anche che il pianoforte rappresenta un’orchestra ed io cerco di coniugare questo mio passato e presente classico, con arrangiamenti nuovi del mondo elettronico. La mia idea è di far convivere due mondi musicali speciali. Una tale unione potente, energetica, meditativa, la si ritrova all’interno del primo singolo ‘Vuoto’ e del prossimo brano in uscita intitolato ‘Nebbia’.

Cosa rappresenta per te la musica?

La musica è tutta la mia vita perché mi aiuta a conoscere me stessa. Scrivendo, suonando, imparo ogni volta qualcosa della mia interiorità e spero che nel tempo il fare musica diventi un mestiere. Mi piace l’idea di condividere attraverso le note tutta la ricchezza della musica, della sua storia, delle sue sette note dalla cui unione deriva la forza di veicolare dei messaggi ed io spero di arrivare attraverso le mie commistioni musicali ad un pubblico più vasto per far comprendere a tutti il bello che deriva dall’insieme della musica concepita come ritmo universale che unisce.

A proposito delle sette note. Se potessi identificarti con una di esse, quale saresti?

Forse il ‘la’ perché si usa nell’orchestra per accordare ed è la nota che fa da perno ad ogni orchestrazione. Insomma dona colore. La mia idea è di dare con la mia musica una speranza che arrivi a tutti, parlando soprattutto ai giovani ai quali vorrei trasmettere che la musica é cultura, va studiata, va suonata, per cui bisogna essere pronti per essa. La mia musica è pensata, non troppo commerciale.

La tua avventura da cantautrice inizia con ‘Vuoto’. Il tuo brano di esordio quali temi tratta?

Con ‘Vuoto’ ho cercato di rappresentare un momento in cui non riuscivo a dare voce a quello che provavo. Ad un certo punto la musica mi ha permesso di trovare la mia strada strada. Questo è ciò che accade spesso nella vita quando ci troviamo di fronte ad uno sdoppiamento della personalità. Sono convinta che in noi non risieda una sola persona, ma ce ne sono tante, con tutte le maschere che a volte indossiamo. Capita dunque che a volte  ci perdiamo e non riusciamo a capire più chi siamo. Nonostante tutto, non dobbiamo avere paura di accogliere noi stessi, di fare un salto nel vuoto ed in questo caso io non ho avuto timore di compiere un salto nella mia carriera artistica. Tutto ciò ho inteso far convergere in questo primo brano.

Ad un certo punto scegli di aderire ad un collettivo musicale, Mozzarella Unplugged. Come mai?

Il nuovo progetto campano creato dal collega Mario Leomporro, vede uniti insieme a me una serie di giovani artisti che intendono fare della collaborazione la propria forza per far giungere attraverso la musica i messaggi a tante generazioni, non solo quelle più vicine alla nostra fascia di età. Questo è un modo per promuovere quello che intendiamo dire, avendo la possibilità di fare del nostro lavoro una professione per il futuro. Ho scelto con gioia di presentare unitamente al  progetto il mio nuovo singolo ‘Nebbia’, per la cui copertina ringrazio Dario D’Amico.

54E42184 A3D7 4FB2 B57A 10AD0F332501Relativamente al nuovo brano, quando uscirà e cosa c’è da aspettarsi da esso?

Il singolo uscirà il 23 marzo. Il brano è un’unione di musica elettronica con musica d’orchestra, come mio solito. Ha un sostrato elegante.  Vi cito una frase del ritornello che potrà darvi il senso del testo: “Ma come abbiamo fatto a sentirci distanti solo se non ci vediamo?”.

Il video clip curato dalla kuruka.it uscirà invece il 1 Aprile. Con esso darò luce al testo scritto in cui si pone risalto al fatto che l’uomo per sua indole complica le relazioni che potrebbero essere molto semplici di base. Invece noi spesso ragioniamo con la benda sugli occhi, che non ci permette di vedere l’altro completamente e ci fa soffermare solo su noi stessi. Ho voluto applicare questo concetto ad ogni rapporto: amicizia, amore, legame sociale fino ad arrivare all’impotenza che ci porta poi alla rottura dei legami. 

– Progetti futuri?

Per fortuna sembra che il peggio per il nostro settore dopo la pandemia sia passato. Inizierò a lavorare nei live, suonando e cantando con Alberto Borino, per incontrare il mio pubblico.

 

 

 

 

Pina Stendardo

Giornalista freelance presso diverse testate, insegue la cultura come meta a cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.