Intervista – Giorgio Pinto nel cast di ‘Qui rido io’: “Un onore per me che ho lavorato con Luigi De Filippo, vivere sul set gli aneddoti su Scarpetta di cui ho sentito raccontare per anni”

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Napoli, 8 set. – Era un successo annunciato, ora acclarato, quello del film ‘Qui rido io’, applaudito ieri per dieci minuti di fila alla prima della 78esima Mostra del Cinema di Venezia. Merito del valore della trasposizione cinematografica della vita del grande Eduardo Scarpetta e di tutti i personaggi che gli sono gravitati intorno nel corso della sua carriera.

NARDONE

Definito dalla critica “un prodigioso e coinvolgente gioiello di Martone sull’arte, la vita e gli amori di Scarpetta’, il film presentato questa sera in anteprima nazionale a Napoli, presso il Cinema Modernissimo, insieme all’eccellente presenza di Toni Servillo, vede la partecipazione corale di un cast di eccezione, in cui figura anche l’attore Giorgio Pinto.

Impegnato da anni nella carriera teatrale, oltre che cinematografica, Pinto ha avuto l’onore nel corso della sua formazione di lavorare per ben sette anni nella compagnia di Luigi De Filippo, respirando la tecnica sartoriale dello stare in scena alla maniera dei grandi che hanno scritto e tracciato la storia del teatro nazionale ed internazionale. Prendere parte ad un film che fa memoria del re del botteghino teatrale, Eduardo Scarpetta, padre di Eduardo, Peppino e Titina De Filippo, rappresenta per un attore partenopeo, l’apoteosi dell’ambizione artistica, laddove si concilia la finzione creativa con la veridicità storica, come ci racconta Giorgio Pinto in questa intervista.

L’INTERVISTA 

– Giorgio, questa sera potremo finalmente ammirare a Napoli l’ultimo lavoro cinematografico di Mario Martone: il grande omaggio a Scarpetta e famiglia. Quale ruolo interpreta in ‘Qui rido io’?

Il mio personaggio è Gaetano Gesualdo, impresario di Assunta Spina, nonché zio di Raffaele Viviani. Nel film ingaggio Pantalena (Gianfelice Imparato), attore storico della compagnia Scarpetta, convocato per interpretare il personaggio ‘Bocca di Fuoco’ in appunto ‘Assunta Spina’. Strappo letteralmente il primo attore a Scarpetta per dare vita ad un nuovo genere teatrale.

– Per lei che ha lavorato con gli eredi della famiglia De Filippo, cosa ha rappresentato questa opportunità nella carriera?

E’ stato non solo occasione di orgoglio, ma un punto di arrivo e ripartenza insieme. Per sette anni ho recitato nella compagnia di Luigi De Filippo ed ho sentito da lui i racconti sulla famiglia De Filippo e Scarpetta, tra aneddoti e curiosità. Essere stato scelto per un film che raccontasse quello di cui avevo sentito parlare per anni, vederlo prendere vita, è stato emozionante…quasi anche un atto predestinato della mia carriera. Ancor più pazzesca è stata la mia convocazione nel cast! Ero in scena a Roma lo scorso anno con Enzo De Caro nello spettacolo’ Non è vero ma ci credo’ di Peppino De Filippo. Martone era in platea ed il giorno dopo ha convocato me ed altri tre attori della compagnia per il film ‘Qui rido io’. Insomma, le famiglie De Filippo e Scarpetta fanno parte concretamente della mia storia da attore.

Non è un mistero che Mario Martone ami Napoli ed i suoi attori. Come è stato essere diretto dal suo occhio attento?

Avevo sentito parlare benissimo della sua professionalità, così come conoscevo tutti i suoi film, ma lavorarci insieme mi ha dato conferma della sua maestria. Martone cura ogni particolare della scena, guardando ad essa con occhio profondo dal primo attore fino all’ultima comparsa. E’ un compositore di immagini tanto che mi stupì mentre eravamo sul set a Roma in un Caffè Gambrinus ricostruito tra tavolini, coppiette, tazze da the, ombrellini. Prima di iniziare a girare guardò l’ultimo ombrellino disposto su un tavolo di scena, facendolo riposizionare nel modo effettivamente più magnetico, come se stesse lavorando ad un dipinto perfetto fatto di armonia. Mi ha colpito anche il suo modo di approcciarsi a noi attori, scelti alla vecchia maniera, reclutandoci sulle scene; guardandoci sul campo e non in base ad un casting di agenzia. 

Un altro grande nome campeggia in questa pellicola: Toni Servillo che sta raccogliendo grandi consensi nel ruolo di Scarpetta. Come commenta questo risultato per Napoli?

Anche se non dovessi vederlo mai più nella mia vita – naturalmente mi auguro il contrario – ho coronato uno dei mei sogni che era quello di lavorare con Toni Servillo. Non ho uno scambio di battute dirette con lui in scena, ma sono stato sul set con la sua persona ed essere in un film con lui mi rende felicissimo. Il risultato per Napoli mi fa esclamare: “Viva l’arte e viva i nostri artisti!”. ‘Qui rido io’ è un omaggio alla nostra storia e alla cultura partenopea che cerchiamo di tramandare artisticamente con tutto l’amore che abbiamo per la città e per il nostro mestiere. 

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Pina Stendardo

Giornalista freelance presso diverse testate, insegue la cultura come meta a cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.