Intervista | Emergenza Covid12, interventi e problemi pratici in Campania. La testimonianza di Rostan, Iacono e Bove

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rosa
Rosa Criscuolo
Pina Stendardo
Pina Stendardo

Napoli, 9 apr. – In Campania l’emergenza Covid-19 è sotto controllo, anche se il picco di contagiati non è stato ancora raggiunto. Si stima dovrebbe arrivare a metà aprile. In Regione si pensa già alla gestione della fase 2 di ripartenza. La Campania dal canto suo, pur avendo attivato le decisioni restrittive spesso in anticipo rispetto al governo, continua a monitorare le zone rosse di propria competenza, come confermato dall’Unitá di crisi della Regione: “Anche se ci preoccupa ancora la situazione delle nostre Codogno, ovvero le zone del Vallo di Diano nel salernitano e di Ariano e Lauro, in Irpinia”.

La media dei contagi registrati negli ultimi giorni si aggira intorno al 6%, avvicinandosi alla soglia minima del 4%. Nello specifico le singole realtà territoriali continuano ad adoperarsi e a lavorare alacremente per garantire attraverso una politica di intervento, tutela alla salute e assistenza economica collettiva. Tali conferme arrivano dai resoconti del deputato Michela Rostan, del Consigliere comunale di Serarra Fontana (Ischia), Roberto Iacono e del Consigliere comunale della città di Caserta, Vincenzo Bove.

Michela Rostan
Michela Rostan

Dopo il decreto ‘Io resto a casa’ ed il decreto ‘Cura Italia’, il Paese intero si interroga sulla reale efficacia delle misure adottate. Ne parliamo con il deputato Michela Rostan, impegnata a fare da tramite tra la politica nazionale e quella campana.

– Onorevola Rostan, la politica non è un corpo estraneo all’emergenza covid19, anzi. Come sta vivendo la sua responsabilità istituzionale?

La politica non è un corpo estraneo rispetto alla società, è verissimo. È fatta di donne e uomini come tutti e quindi la reazione è stata umana: all’inizio si è sottovalutato il pericolo, come per allontanarlo, come per esorcizzarlo. C’è stata una fase, soprattutto nelle regioni del nord, quasi di incredulità sia del ceto politico sia delle classi dirigenti sia degli stessi cittadini. Ricordiamo tutti l’invito generalizzato a non fermarsi, ad andare avanti, a non bloccare tutto. Poi si è capito meglio, si sono aperti gli occhi, ma lì è subentrata anche la paura con la consapevolezza dell’emergenza. Esplosa l’emergenza poi sono arrivate le strategie, forse un po’ ritardo. Chi guida deve essere anche capace di prevenire. Avevamo un Piano pandemico dal 2007, dai tempi della Sars. Questo piano dettagliava le cose da fare in una circostanza come quella attuale. Ma quelle cose, nella prima fase, non sono state fatte. Quando si è messo mano ai provvedimenti, il fenomeno era già esploso e si è lavorato di contenimento. A dir del vero, questo meccanismo quasi di incredulità, sottovalutazione, sorpresa e poi ritardo è comune a tutto il mondo, soprattutto ai paesi occidentali. C’è chi è arrivato ancora più tardi dell’Italia.

– Le misure di contenimento fino ad ora attuate in ambito sanitario, di quali problemi pratici risentono?

C’è un grande impatto sanitario, ed è relativo al fatto che non ci si può ammalare tutti insieme. Il grande pericolo delle epidemie è questo: troppa gente che si ammala nello stesso momento. Questo significa che salta il sistema di cura e che non si riesce a garantire i trattamenti sanitari. Ecco perché le misure di contenimento: bisogna rallentare il contagio, fare in modo che ci si ammali in un numero basso e che chi si ammala abbia tutte le cure. Noi scontiamo pochi posti in terapia intensiva, pochi posti nelle degenze ordinarie, una complessiva impreparazione al trattamento di malati infettivo. Il Cotugno di Napoli, come lo Spallanzani di Roma, specializzati, hanno dato buona prova. Ma gli altri ospedali generalisti sono andati in tilt. Come in tilt sembra andata la rete di prossimità: mancano protezioni e dispositivi, mancano meccanismi di monitoraggio. Ora il sistema, sulla scorta dei primi momenti, si sta ritardando. Aumentano le terapie intensive, si creano moduli ospedalieri dedicati, si strutturano protocolli specifici e arrivano anche i dispositivi di protezione. Così potremo immaginare, per un certo periodo, di convivere con il virus. Fino a che il sistema sanitario non si metteva in ordine non era possibile lasciare la vita com’era. Il blocco ha creato danni economici e sociali oggettivi e molto rilevanti. Il Governo è intervenuto in modo abbastanza adeguato, dati i tempi e l’emergenza. Poi tocca aprire nuove fasi.

– Che tipo di interventi crede servano per poter uscire dall’emergenza?

Intanto è necessario che ci convinciamo che questa emergenza non durerà poco. Se coltiviamo l’idea che un paio di mesi di sacrificio e poi si torna alla vita di prima, stiamo sbagliando. Tutto finirà quando avremo terapia e vaccino. E ci vorranno mesi, nella migliore delle ipotesi. Che si fa in questi mesi? Si vive in modo nuovo. Alcune attività riprenderanno prima, adottando misure di sicurezza per i lavoratori e per i clienti. Altre riprenderanno dopo e alcune molto dopo. Sarà necessario procedere a screening diffusi per capire chi è immune, bisogna isolare e tracciare i positivi in modo da circoscrivere i focolai ed essere pronti, secondo me, a un lungo periodo di stop and go. Cioè di fasi alterne in cui si rivedranno altri blocchi, magari localizzati. E’ un dramma globale, dobbiamo farci i conti imparando, per un determinato periodo, a vivere una vita diversa da quella di prima. Non si può fare diversamente.

Roberto Iacono
Roberto Iacono

Anche l’isola di Ischia sta cercando di sollecitare collettività e istituzioni all’attuazione di pratiche misure di intervento, contrastando il Coronavirus.
Pochi giorni fa le Amministrazioni dei Comuni di Barano, Forio, Ischia e Serrara Fontana hanno firmato un’ordinanza con relativo bando, per cercare medici ed infermieri disponibili sull’isola ad effettuare tamponi rapidi.
L’interessante iniziativa vede tutti i sindaci di zona compatti ed uniti contro il Covid19, come ci racconta il consigliere comunale di Serrara Fontana, Roberto Iacono.

– Consigliere Iacono, qual è stata la sua reazione politica di fonte all’emergenza covid-19?

La politica, ma non solo, si è fatta sorprendere da una prevedibile emergenza che era già scoppiata in Cina con tutta la sua virulenza. Una pandemiache doveva essere già prevista nei piani sanitari degli ultimi anni dopo le esperienze dei vari virus che si sono succeduti nel mondo in questi ultimi decenni. Questa mancanza di attenzione ha generato prima ritardi e poi confusione nel limitare la diffusione del virus. Solo quando la diffusione del virus, soprattutto in certe zone, è diventata preoccupante per le persone e la tenuta del sistema sanitario allora la reazione è stata determinata ed efficace.

– Quale l’ impatto sociale delle ordinanze governative sugli isolani?

Questa esperienza ha cambiato la vita di ognuno di noi nelle relazioni sociali, nel lavoro, nella vita individuale e collettiva. Il nostro senso dello spazio e del tempo non sarà più quello di prima, che era caotico e insufficiente. La nostra idea di normalità è stata messa a dura prova come mai fino ad ora.
Quello che conta ora è resistere uniti, per superare questa emergenza, ma occorre già pensare subito a cosa fare. Ora. E lo deve fare l’attuale classe dirigente e soprattutto chi intende governare questo Paese. Serve mettere a fuoco i veri bisogni della società e dell’economia ed agire. Sono convinto che i cittadini, le imprese e tutte le categorie sociali sapranno essere convincenti nel pretendere un’organizzazione sanitaria ed efficiente per tutti, una pubblica amministrazione più efficiente e con meno burocrazia, un impiego delle risorse pubbliche senza sprechi ed un sistema fiscale meno oneroso per le imprese e per i lavoratori autonomi, oltre a più sicurezza sul lavoro, solo per indicare alcune delle priorità.

– Cosa teme per il futuro della sua isola e dell’Italia? Come sta cercando di agire a Serrara Fontana?

Stando ai primi interventi ed a quanto annunciato dal Governo e dai Governatori regionali le misure messe in campo, assunti anche grazie allo scudo degli interventi delle Istituzioni europee, saranno utili a sostenere in questo momento di blocco le persone, i professionisti e le imprese rimaste senza reddito e liquidità e acconsentire la ripresa subito dopo il termine del confinamento. Ma per la ripartenza servono le riforme e la buona amministrazione che ho ricordato prima. Non possiamo permetterci di mettere a rischio la coesione sociale ed il fallimento di un Paese già in difficoltà da tempo. Sono convinto, poi, che con gli altri paesi europei riusciremo a condividere un percorso comune solidale e innovativo. Per quanto concerne le proposte e gli interventi poi effettuati sulla nostra isola vi è da dire che come gruppo “Progetto Ischia” ci siamo immediatamente attivati già ad inizio marzo seguendo due strade che a nostro parere dovevano essere seguite insieme: quella economia e quella sanitaria.
In primo luogo abbiamo chiesto ai Sindaci dei 6 (SEI…) Comuni Isolani di istituire una cabina di regia isolana per gestire l’emergenza con il compito di coordinare tutte le azioni intraprese. Abbiamo chiesto già nell’immediatezza di mettere in atto un Piano di sorveglianza attiva massima, con conseguente ricerca dei soggetti asintomatici attivando diagnosi con tamponi a tappeto. Tale azione a nostro parere poteva essere assolutamente efficace, atteso che il territorio isolano oltre ad essere circoscritto è lontano dai centri urbani e metropolitani.
Abbiamo infine chiesto di individuare locali adeguati per creare nuovi posti di terapia intensiva, individuare residenze temporanee per coloro i quali non hanno la possibilità di restare nella propria residenza con i propri familiari.
Purtroppo le nostre richieste sono state accolte in ritardo poiché è di pochi giorni fa la notizia che solo quattro dei 5 Sindaci (ricordo che il Comune di Lacco Ameno è Commissariato) hanno deciso di adottare una strategia Comune effettuando test rapidi.
Sono stati pubblicati gli avvisi per la distribuzione dei buoni spesa ai cittadini che allo stato si trovano in difficoltà economiche.
Diciamo che l’isola in questo momento affronta l’emergenza affidandosi al grande senso di responsabilità dei cittadini oltre a rispettare le regole prescritte, hanno mostrato di avere un gran cuore dando vita ad una raccolta fondi per l’Ospedale Rizzoli promossa dal Sig. Celestino Iacono che ha permesso l’acquisto di mascherine , test rapidi e macchinari.
Dal punto di vista economico in primis ci attendiamo che tutti i Comuni Isolani provvedano a sospendere il pagamento di tutti i tributi comunali, poi atteso che soprattutto i vertici regionali e comunali parlano di guerra, ci aspettiamo azioni decise che possano far ripartire l’economia senza che i cittadini debbano impelagarsi nella farraginosa burocrazia italiana.

Vincenzo Bove
Vincenzo Bove

Nella città di Caserta un altro passo é stato compiuto per attivare un servizio di informazione ai familiari dei pazienti ricoverati nei reparti Covid-19. Medici e istituzioni puntano alle esigenze umane emerse dal l’emergenza sanitaria, come conferma il Consigliere Comunale Vincenzo Bove.

– Consigliere Bove, in che modo sta reagendo all’ emergenza covid19? Quanto il virus ha cambiato la vita sua e dei concittadini che rappresenta?

Sicuramente quest’ emergenza ha modificato il nostro modus vivendi, stiamo combattendo un mostro invisibile che, purtroppo, ogni giorno colpisce uccidendo. Non eravamo preparati per affrontarlo e credo che, per molto tempo ancora, vivremo in questa situazione così anomala, in attesa di un vaccino che dovrebbe a quel punto dare tranquillità a tutti. Le precauzioni che stiamo usando dovranno continuare a far parte di noi anche quando sarà allentato il regime restrittivo che spero avvenga presto. Il momento è molto delicato perché se da un lato c’è il problema sanitario, dall’altro c’è un problema economico che preoccupa non poco. Quest’arresto improvviso ha generato molte incertezze e molti temono la perdita di lavoro così come, in attesa che il Governo attui i decreti stabiliti ed eroghi fondi in aiuto delle famiglie, imprese, gli italiani hanno attinto da fondi accumulati negli anni. A questo va aggiunto la grande fetta della popolazione che lavora alla giornata e al nero e da questo si capisce il doppio dramma che si sta vivendo. Io mi auguro che lo Stato intervrenga davvero con risorse sufficienti affinchè si possa riprendere a pieno ritmo l’economia della nostra Nazione. Spero che non ci sia una speculazione e nessun genere di propaganda, ma che si applichi il principio del buon padre di famiglia conoscendo bene quali sono le effettive esigenze, consapevole che l’economia italiana ha bisogno di tempo per riprendersi.

– Quali problemi pratici avete dovuto gestire come amministrazione comunale per fronteggiare l’emergenza sanitaria?

Abbiamo purtroppo toccato con le mani e potuto constatare la triste realtà del sistema sanitario nazionale. E’ fin troppo evidente che quest’ultimo va rimodulato, finanziato, sostenuto e soprattutto supportato sempre e non solo in fase di criticità. E’ indispensabile che ci sia uno snellimento burocratico e che lo Stato e le banche trovino uno strumento comune utile a velocizzare gli investimenti. Che sia da esempio il superamento della burocrazia così come è avvenuto per la costruzione in pochissimi giorni di Ospedali Covid in diverse parti d’ Italia. Lasciando da parte le “scartoffie”, abbiamo dimostrato di avere metodo, di saper lavorare, uniti dall’unico interesse che è il bene della comunità. Abbiamo ancora una volta dato lezione di grande democrazia dimostrando che i risultati si ottengono senza aver qualcuno che l’impone. Di ciò dobbiamo solo essere fieri ed orgogliosi. Così come auspico che ci siano investimenti per la didattica a distanza consentendo a tutti di avere strumenti per poter studiare anche da casa.

– Misure d’intervento adottate sulla città di Caserta?

Il Movimento Città Futura con spirito collaborativo è presente in tutte le azioni di volontariato, segue la Protezione Civile e pensando ai bambini che vivono da tempo il distanziamento sociale, abbiamo indetto un concorso ‘Un’ idea in una pagina’,  il cui tema è la città che vorrei. E’ questo un modo per riscrivere la propria città seguendo le indicazioni dei più piccoli ed anche un modo per impegnarli in maniera leggera in qualcosa che in realtà sarà da sprone a noi adulti. Gli elaborati saranno poi giudicati da una commissione ad hoc e l’idea più innovativa sarà premiata con dei buoni spendibili nelle librerie. Seguiamo con attenzione l’erogazione dei buoni spesa per le famiglie bisogne e abbiamo chiesto all’Amministrazione di Caserta di destinare questi buoni anche dopo la scadenza del bando. Insomma in questo momento è indispensabile che tutti gli Enti mettano da parte la burocrazia e sostegno delle fasce deboli. I temi di Città Futura sono noti: legalità, cultura, attenzione al sociale, sicurezza, ambiente e, nonostante questo dramma, cerchiamo di seguirli indicando proposte.

 

Redazione

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