Intervista – Aumento di aggressioni alle Forze dell’Ordine, l’appello di Unarma: “Chiediamo subito la distribuzione del Taser ai colleghi in prima linea”

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Roma, 30 giu. – Lungo tutto lo stivale aumentano le aggressioni alle forze dell’ordine ed i sindacati non tardano a far sentire la propria voce. Si chiedono tutele e strumenti per fronteggiare disagi e rischi che vivono quotidianamente gli appartenenti alle forze dell’ordine. Indipendentemente dal colore delle loro uniformi, questi ultimi durante controlli e pattugliamenti, devono affrontare in servizio incertezze legate alla contingenza dei fatti, insieme alle conseguenze fisiche e legali, che spesso coinvolgono la loro categoria. I tutori dell’Ordine sono diventati sempre più bersaglio di violenza in servizio, con un incremento del 30% in più rispetto al passato, nonostante il lockdown. Nel periodo di ripresa della normalità, la situazione non è cambiata, anzi, nei fine settimana gli episodi di cronaca a danno di agenti delle forze dell’ordine, hanno subito un incremento. A Roma un uomo di nazionalità ghanese ha minacciato con un coltello passanti e forze dell’ordine; a Ventimiglia un poliziotto è stato ferito ad una gamba mentre cercava di sedare una rissa; a Bologna due poliziotti sono finiti in ospedale a seguito di un aggressione di un cittadino del Mali, mentre a Zungoli un giovane, dopo essersi ribaltato con l’auto, ha aggredito i carabinieri accorsi sul posto e a Qualiano, in Campania, una pattuglia che soccorreva un 44enne coinvolto in un incidente portandolo all’ospedale, è stata aggredita a calci e pugni, durante il trasporto al presidio di primo soccorso.

NARDONE

Questi dati alzano un muro contro il dialogo sul tema della garanzia. Dopo il Covid la situazione sembra essersi inasprita, come ci rivela in questa intervista Antonio Nicolosi, segretario generale Unarma, sindacato nazionale dell’Arma dei Carabinieri. Il suo appello viene rivolto alle istituzioni, affinché accelerino la fornitura di Taser ed incrementino il numero di unità lavorative delle varie categorie dell’Arma.

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L’ INTERVISTA

– Donne e uomini in divisa presi di mira dalle più varie forme di violenza e rappresaglia. Solo nell’ultima settimana in tutto lo stivale i media hanno denunciato episodi di aggressioni ai garanti dell’ordine pubblico. Dott. Nicolosi, come intende muoversi in tal senso Unarma?

Unarma ha scritto al Presidente Draghi per chiedere più tutele e più garanzie per il personale delle Forze di polizia. Chiediamo da subito la distribuzione del Taser ai colleghi in prima linea: non possiamo più aspettare l’introduzione prevista per ottobre.  

– Da garanti della tutela a bersagli della collettività. Perché il silenzio di giustizia e collettività circonda una simile situazione?

Il lockdown ha provocato un aumento della rabbia sociale dei cittadini, soprattutto tra i più giovani, il cui bersaglio principale spesso diventano proprio le Forze di polizia. Il meccanismo del branco poi fa il resto. Questi comportamenti si riscontrano da nord a sud: è diventato il leitmotiv dei giovani e dei meno giovani che pensano di scatenare la propria rabbia e frustrazione sociale contro le Forze di polizia. Francamente non so darmi una spiegazione se non che si nota una strategia comune caratterizzata da comportamenti aggressivi e violenti orientati contro le Forze dell’ordine, in ragione di una sempre più evidente volontà di realizzare azioni di violenza preordinata contro coloro che devono far rispettare le norme.    

– Cosa chiedere dunque alle istituzioni per offrire tutela sul lavoro ai tanti dipendenti dell’Arma?

Chiediamo che si proceda al più presto con il ripristino della Forza organica dell’Arma: mancano ancora circa 10.000 carabinieri: numeri necessari per il contrasto della criminalità da strada e non. Non possiamo rischiare di lasciare falle scoperte nel sistema di sicurezza nazionale.

  – Le forze dell’ordine vengono percepite da alcuni come personalità invasive. Quale nuovo percorso educativo occorre tracciare per dare giusto risalto a un lavoro fatto di rischi, sacrifici e abnegazione per il Paese ed i suoi cittadini?

La risoluzione di questo problema va ricercata nelle Istituzioni e soprattutto nella scuola: va ricreata una coscienza civica del rispetto delle leggi. In una società sempre più fluida e priva di punti di riferimento certi – complici anche le forzature sociali causate dalla pandemia – per molti giovani, i comportamenti aggressivi sembrano essere diventati una nuova normalità. Il lancio delle bottiglie o delle pietre contro le divise delle Forze dell’Ordine rischia di diventare il “passatempo” gogliardico dell’estate, con tutte le implicazioni rischiose del caso. Bisogna trovare un modo, come società, per riportare il rispetto dell’autorità e dello stato all’interno del sistema di educazione, per arginare la frustrazione delle generazioni più giovani garantendo la sicurezza di tutti.  

 

Pina Stendardo

Giornalista freelance presso diverse testate, insegue la cultura come meta a cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.