Intervista – Acerra, donne e politica. L’avvocato Francesca La Montagna: “Guardo ad una Acerra futura come ad una città sostenibile, inclusiva, sicura, duratura”

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Avvocato, moglie e madre, Francesca La Montagna ha fatto del suo impegno sul territorio di Acerra, un credo nel quale spendere energie e condivisioni di idee. Dopo la fortunata esperienza vissuta con l’amministrazione Lettieri, la consigliera uscente ha scelto di scendere nuovamente in campo al suo fianco, nelle amministrative che vedranno i cittadini di Acerra chiamati alle urne il prossimo 12 giugno.

L’ avvocato La Montagna  sostiene il programma ‘Una Città x stare bene’, che mira allo sviluppo delle politiche sociali, giovanili, dell’istruzione con momenti e incontri tra istituzioni, scuola, associazioni, puntando al rafforzamento tra le sinergie e promuovendo la cultura della legalità, il contrasto alle mafie, l’eliminazione delle barriere architettoniche per favorire la mobilità di tutti, la salute e l’ambiente, col miglioramento della qualità dell’aria e meno inquinamento. L’essere una professionista affermata l’ha indotta ancora una volta a seguire la politica del fare sempre meglio, come ci racconta in questa intervista.

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L’ INTERVISTA

– Avvocato, la politica è donna soprattutto se intesa come Casa Comune. Avvocato La Montagna, cosa commenta a riguardo?

Nel dibattito pubblico sulla parità di genere, un tema sempre più rilevante è il ruolo delle donne in politica, un ambiente nel quale la disuguaglianza di genere è maggiore rispetto a quella che si può riscontrare in altri ambiti. In Italia, la presenza femminile in parlamento e al governo è sicuramente aumentata: abbiamo fatto passi avanti dai tempi di Nilde Iotti, prima donna a ricoprire la carica di presidente della Camera dei deputati nel 1979, e di Tina Anselmi, prima donna a ottenere un ministero nel 1976; anche se solo nel 2018 una donna, la senatrice Maria Elisabetta Alberti Casellati ha ricoperto la carica di presidente del Senato.
Nonostante l’aumento della presenza femminile nelle istituzioni, per le donne, il problema non sta tanto nell’inclusione politica, ma nell’ottenere ruoli di potere e di leadership. Sono numerosi infatti gli ostacoli da superare nel processo politico di selezione ed elezione. In primo luogo, la scarsità di figure modello a cui ispirarsi potrebbe avere un effetto negativo sull’interesse femminile per la carriera politica. Inoltre, proprio per la scarsa rappresentanza di genere, si formano basse aspettative di successo che scoraggiano ulteriormente la partecipazione. Un altro motivo che potrebbe trattenere parte delle donne è la concreta mancanza di tempo da dedicare all’attività politica, perché più impegnate nella gestione domestica e nella propria occupazione lavorativa.
Tutti questi impedimenti, sono direttamente riconducibili a un sistema sociale che alimenta le disuguaglianze con meccanismi di esclusione.
Per contrastare questi fenomeni e aumentare la rappresentanza femminile, in Italia sono state introdotte nelle elezioni amministrative le quote di genere e la doppia preferenza di genere, ovvero la possibilità di votare una donna e un uomo nella scheda elettorale.

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– Ha concluso un mandato amministrativo e si predispone a viverne un altro con la sua candidatura. Come mai questa scelta?

Quando si ricopre una carica pubblica, specialmente se votata dagli elettori, bisogna sempre rendere conto del proprio operato.
In questi cinque anni, dalle fila della maggioranza, ho cercato di portare avanti idee e fare tesoro dei suggerimenti che tanti cittadini mi hanno via via sottoposto. Ho tentato di agire sempre con spirito costruttivo, restando fedele al mandato avuto.
Al termine di questi cinque anni ho scelto di non fermarmi perché credo di poter dare ancora un contributo alla città, mettendo a disposizione la mia esperienza con determinazione e umiltà. Ritengo che ciò sia ancora più importante visto lo specifico momento storico ed anche alla luce delle importanti prospettive che si aprono per Acerra. Ho scelto di farlo con il sindaco uscente Lettieri, per una continuità dell’azione amministrativa, perchè è una persona aperta al dialogo, che in ogni occasione, sa e saprà condividere metodo di lavoro, scelte e visioni per il futuro.

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– Perché una donna oggi può fare la differenza nelle amministrazioni? E soprattutto, pensa che la mancata leadership femminile in politica sia solo un problema di numeri o di cultura da scardinare?

Il tema della disuguaglianza di genere nelle istituzioni non è solo una questione di numeri, ma soprattutto di ruoli. Aumentare la rappresentanza femminile nei parlamenti, nei governi e nella politica locale, è solo un primo passo per raggiungere la parità. Le quote di genere e la doppia preferenza sono soluzioni che aprono le porte alla politica, ma sono ben lontane dal conferire pieno potere politico. Secondo diversi studi le donne in politica sono più collaborative e bipartisan, caratteristiche che potrebbero portare una maggiore trasparenza e cooperazione nei processi decisionali, così come livelli di corruzione più bassi. Inoltre, alcuni studi dimostrano che, in materia di politiche pubbliche, le donne tendono a destinare più risorse a famiglia, salute e welfare sociale.

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– Si parla spesso di gender gap. Da avvocato e consigliera comunale uscente, come ha vissuto questo limite (se vi è stato)?

Bisogna agire con il coraggio di abbandonare le mezze misure e puntare dritti al traguardo finale. Ho sempre proclamato le mie idee e le ho difese se ritenute valide. Nessuna di noi deve smettere di lottare per la parità!
Non dobbiamo lasciare spazio a chi pensa cose tipo “le donne hanno voluto la parità e allora è un problema loro riuscire a gestire lavoro, casa, famiglia etc.”. Il successo, come il fallimento, non è eterno; l’importante è saper continuare.
– Con quali occhi guarda al futuro della sua città e cosa sogna per le donne e le famiglie di Acerra?

Guardo ad una Acerra futura come ad una città sostenibile, inclusiva, sicura, duratura, dove si pone attenzione alla gestione dei rifiuti e al controllo dell’aria, al tutelare e valorizzare il patrimonio paesaggistico e culturale, a garantire abitazioni sicure e di qualità e, al tempo stesso, garantire l’accesso dei cittadini alle decisioni riguardanti la pianificazione e il miglioramento delle città. Una città è sostenibile se lo è la sua mobilità: per esempio se prevede sistemi di sharing o mobilità condivisa, in particolare auto, bici, scooter e monopattini a disposizione dei cittadini. In questa prospettiva le donne e i bambini rappresenteranno il fattore chiave nella crescita e nel cambiamento.
A tutte le famiglie acerrane, in vista delle imminenti elezioni del 12 giugno, voglio fare un appello: “Siate liberi nella scelta, votate con responsabilità e consapevolezza”.

Pina Stendardo

Giornalista freelance presso diverse testate, insegue la cultura come meta a cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.