Intervista a Marco Rizzo, segretario del PC

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Anna Tortora

Per la mia rubrica “Il Personaggio” sono lieta di ospitare Marco Rizzo, segretario del Pc.
Marco Rizzo è un uomo molto intelligente e ‘pratico’. Figlio di operaio, lui da studente lavoratore si è laureato in Scienze Politiche. Da sempre comunista, è molto attento alle problematiche e alle esigenze dei lavoratori.

NARDONE

– Lei è comunista. Attacca su tutta la linea il PD, Leu…Insomma quei partiti che si dichiarano di sinistra. Mi può spiegare i motivi di questo diniego?
“Questi partiti impersonano il tradimento delle idee. Gramsci si rivolta nella tomba a vedere questi partiti che sostengono e votano Draghi, l’uomo delle banche, l’uomo della finanza da una parte. Dall’altra parte governano assieme con quelli che, fino a poco fa, erano stati segnalati come il nemico assoluto; ricorderete le parole di Zingaretti ‘Attenzione, altrimenti arriva la destra, arriva Salvini’, ‘Attenzione!Il pericolo del fascismo, del razzismo’…Ora governano con Salvini. Qual è l’atto politico più fondante? È quello di costruire un Governo, un Governo che decide le sorti del Paese. E oggi lo fanno nel modo peggiore. Questa finta sinistra dà il nostro Paese in mano ad un banchiere e lo fa insieme a Salvini. Penso anche al Movimento 5stelle che ha detto tutto e ha fatto il contrario di quello che aveva detto. Anche loro – tranne questi dissidenti che fanno bene a essere contro – stanno tradendo completamente. La politica, con questa operazione, è morta perché governa la finanza, la grande economia, le multinazionali. Che futuro abbiamo con Amazon che paga le tasse al 3%?
Che futuro abbiamo con l’ex Fiat che da una parte prende dividendi per 5miliardi e mezzo di euro, dall’altra parte riceve dallo Stato italiano un prestito garantito di 6,3 miliardi? E mentre fa questo, compie un capolavoro: taglia le commesse dell’Italia, produce la nuova Punto in Polonia e ha la sede legale in Olanda.
Pensiamo a Benetton che continua ad avere aeroporti ed autostrade. Tutte finzioni. Ci hanno preso in giro, vi hanno preso in giro. E, oggi, ci fanno vedere l’immagine di Draghi che va al supermercato con il carrello, per farci capire che è uno come noi. Draghi non è uno come noi, Draghi è un banchiere, è l’uomo della Banca d’Italia, di Goldman Sachs, della Banca centrale europea, è l’uomo della Troika che ha messo in ginocchio la Grecia, l’uomo delle privatizzazioni in Italia. Nessuno mi potrà mai convincere che un banchiere possa fare gli interessi del popolo italiano, dei lavoratori, del ceto medio impoverito. Per questo, domani, sabato 27, noi manifesteremo con una grande opzione unitaria nelle principali piazze d’Italia, e a Roma saremo a piazza San Silvestro. Ci sarò anche io, dalle ore 15 in poi, contro il Governo Draghi per dare la Repubblica italiana a chi lavora”.

– La pandemia ha messo a dura prova lavoratori, giovani. Anche sulle cure e sul piano vaccinale c’è molto da dire. Ricorda Trump?
“Trump ha usato farmaci monoclonali. Su questo voglio essere molto chiaro, la malattia esiste, ma è una malattia che si potrebbe tranquillamente curare a casa se ci fosse una sanità pubblica territoriale efficiente. Questa è una malattia, ripeto, che può essere curata molto bene a casa, così eviteremmo l’aggravamento di molti casi, eviteremmo di avere ospedali pieni, di avere molti malati di altre patologie che in questo periodo (da un anno) non stanno avendo le cure necessarie e muoiono, moriranno.
Abbiamo, quindi, un tema forte, quello della sanità pubblica, che non viene visto né dal Governo precedente né da questo. Solo investendo molto sulla sanità pubblica si potrà avere la forza di ripartire anche dal punto di vista dell’economia. Un Paese, una Nazione, che non capisca questo, non difende la propria popolazione, quindi non avrà la ripartenza economica e ci porteranno al disastro.
Il piano vaccinale è uno scontro geopolitico, non si capisce perché l’UE si muova a due velocità. Perché la Germania può acquistare 30 milioni di dosi fuori dal meccanismo europeo? Perché l’Ungheria può approvvigionarsi del vaccino cinese e del vaccino russo? Perché siamo obbligati a prenderci i vaccini euroatlantici? Oggi a San Marino è arrivato il vaccino russo e funziona, basta guardare gli studi sulle riviste specializzate. Perché accade questo? Perché c’è uno scontro geopolitico, però ci dicono che noi siamo dentro il mondo migliore, l’Europa ci garantisce.
Lo Stato italiano, l’anno scorso, ha speso 165miliardi di euro in più. Il prodotto interno lordo italiano vale meno di 2mila miliardi e noi ne abbiamo speso 165 in più.
Di questi soldi spesi abbiamo avuto 100mila morti e mezzo milione di posti di lavoro in meno. Adesso ci arriveranno 200miliardi che dovremo ripagare a caro prezzo, spalmati in sei anni. Sarebbe questo il grande aiuto dell’Europa? Ci dicono che c’è un problema, il problema del sistema. I brevetti andrebbero annullati sui vaccini, però la gente dice ‘Vabbè, queste aziende hanno investito, devono ritornare nel loro denaro’. Non è vero che hanno investito così tanto, perché i soldi dagli Stati, dal pubblico, dall’UE e quindi da noi, sono arrivati in larga misura verso queste aziende private che hanno prodotto il vaccino. Dunque, il tema è quello di imporre a queste aziende il bene pubblico ma non c’è la forza, perché la politica è sottoposta all’economia e alla finanza”.

I cittadini hanno bisogno di tutela e di chiarezza per un futuro prossimo migliore.
Ringrazio Marco Rizzo per la piacevole conversazione e per il suo prezioso contributo.

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Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.