Inarrestabili: nell’inferno di Bergamo il Napoli torna in paradiso

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di Luca Muratgia.

Il Napoli vince pure a Bergamo e supera l’ennesimo esame di maturità che certifica, con n forza, il suo primato in classifica; l’incontro vinto ieri però non può essere derubricato a grande vittoria ma rasenta i  connotati dell’impresa. Segna inoltre una linea di confine decisa tra gli obiettivi programmati nel precampionato e quelli che sono diventati a seguito del percorso intrapreso finora perché, ora risulta davvero improbabile nascondersi e non porsi come destinazione finale il risultato massimo.
La partita destava nell’ambiente squadra e tra i tifosi grande preoccupazione per una molteplicità di fattori determinanti, in primis perché venire a giocare a Bergamo già di per se rappresenta un impegno decisamente ostico sia per l’ambiente particolarmente ostile che storicamente ha caratterizzato le trasferte azzurre a queste latitudini, oltretutto ulteriormente “gasato” dal secondo posto in classifica, sia perché l’Atalanta è una squadra forte,  muscolare che fa della fisicità la sua arma principale e che (aspetto essenziale) ha avuto la possibilità di preparare l’incontro senza dover far fronte ad impegni infrasettimanali. Inoltre proprio alla vigilia dell’incontro Spalletti ha dovuto arrendersi al forfait di Kvicha Kvaratskhelia fermo ai box per una lombalgia acuta e c’era da verificare, per la prima volta, la fluidità e la pericolosità della manovra azzurra in assenza del principale protagonista della cavalcata intrapresa finora; infine  si percepiva un evidente apprensione per l’eventuale contraccolpo psicologico prima sconfitta stagionale maturata martedì scorso in Champions ad Anfield i reds.
Spalletti opta per la formazione tipo con Elmas preferito a Raspadori per sostituire l’infortunato Kvaratskhelia con i rientri di Zielisky e Juan Jesus e Lozano tenuti a riposo proprio nella gara di Liverpool.
L’incontro al Gewiss Stadium conferma subito quanto le preoccupazioni della vigilia fossero fondate; l’Atalanta imprime alla gara ritmi impressionanti e il Napoli va in evidente difficoltà anche se, in verità, il vantaggio degli orobici avviene in maniera decisamente casuale, su rigore di Lookmam per un fallo di mano in area di rigore di Osimhen, valutato da rigore da Mariani a seguito di consultazione VAR. A questo punto il Napoli reagisce e lo fa da squadra di rango, si ribella al risultato maturato e, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Osimhen svetta imperiosamente in area e realizza con un perentorio stacco di testa che Musso può solo ammirare, la rete del pareggio. La voglia di vincere dei partenopei è dimostrata dalla veemenza con cui gli uomini di Spalletti vanno a recuperare subito il pallone per riportarlo a centrocampo ed è proprio in questa fase della gara che il Napoli fa il Napoli esprimendosi al meglio e riuscendo a passare in vantaggio quando uno straripante Osimhen, ingaggia un duello titanico co Demital e serve Elmas a centro area, il macedone mette a sedere un difensore bergamasco e fredda Musso per la seconda volta portando il Napoli al riposo sull’1-2.
La ripresa si apre sulla falsariga della fase iniziale del primo tempo con l’Atalanta alla ricerca disperata del pareggio e gli azzurri costretti alla sofferenza che diventa fortuna quando Maele dopo un’azione personale sfonda sulla sinistra costringendo Meret al miracolo, sulla ribattuta Lookman tenta il tape in ma, complice anche una deviazione tanto fortuita quanto provvidenziale di Oliveira, la palla sbatte sulla traversa prima di essere allontanata dalla difesa azzurra. Dopo la sfuriata iniziale, complice la stanchezza, l’Atalanta cala alla distanza e gli uomini di Spalletti prendono le misure agli avversari e non rischiano più nulla, anzi, il Cholito Simeone, subentrato a Osimhen si divora da centro area, il gol che avrebbe chiuso definitivamente la partita. Decisivo per l’ennesima volta Osimhen, autore di un gol e di un assist, e lo stesso Elmas che ripaga la fiducia accordatagli dall’ allenatore, con il gol vittoria. Anguissa sta ritornando ai livelli del pre infortunio anche se il nigeriano è calato notevolmente nel secondo tempo confermando ancora una condizione fisica in itinere. Citazione conclusiva per Meret che si è reso protagonista di due parate decisive; tanto discutibile quanto censurabile il pregiudizio venutosi a creare nei confronti di un giocatore che sta dimostrando, nonostante tutto, di essere uno dei portieri più forti dell’intero panorama nazionale. C’è poco tempo per crogiolarsi sugli allori della vittoria che già è indispensabile pensare alla partita di martedì al Maradona contro l’Empoli che aprirà il turno infrasettimanale. Se il Napoli dovesse fare bottino pieno negli ultimi due incontri casalinghi contro Empoli e Udinese, chiuderebbe questa fase del campionato, prima della lunga e anomala sosta prevista per i mondiali in Qatar, con almeno sei punti di vantaggio sulla seconda e lancerebbe un chiaro segnale sulle ambizioni che, a questo punto, cambierebbero inevitabilmente prospettiva.