Il ventennio d’oro del cinema italiano. Quattro lustri di illustri

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Aprile 2021: arriva in libreria il volume

Il ventennio d’oro del cinema italiano

Quattro lustri di illustri

con la prefazione di Valerio Caprara

di Ciro Borrelli, Gianmarco Cilento, Domenico Palattella

 (Graus Edizioni)

Il ventennio d’oro del cinema italiano. Quattro lustri di illustri (Graus Edizioni, pp. 240) di Ciro Borrelli, Gianmarco Cilento e Domenico Palattella è un saggio che ripercorre vent’anni del nostro cinema, che ha toccato le sue vette negli anni che vanno dal 1956 al 1978, riuscendo ad imporre – in modo brillante, acuto e rigorosamente malizioso – i suoi nomi più illustri anche fuori dai confini nazionali, grazie alla genialità comica di Totò, al superspettacolo d’autore di Fellini e Visconti, oppure all’eleganza di Mastroianni, fino alla perfezione di Virna Lisi. E, soprattutto, grazie allo sperimentalismo di Antonioni, al brio di Risi, alla sensualità di Bertolucci, ai tratti grotteschi di Lina Wertmüller, all’affresco storico di Luigi Magni, al cinema politico di Elio Petri, e molti altri.

NARDONE

«Proprio grazie ai film, spesso neppure recensiti sui grandi quotidiani, infatti, si può iniziare a recuperare il corpo, lo spessore e il retrogusto di una poetica pressoché unica anche nel ricco e composito quadro messo sotto la lente d’ingrandimento da Borrelli, Palattella e Cilento», dichiara il critico cinematografico Valerio Caprara, autore della prefazione.

La comicità italiana ha radici profonde all’interno dell’anima della nostra nazione, nel nostro inconscio collettivo. Un ventennio in cui il cinema italiano ha fatto i conti con l’eredità neorealista, ormai interiorizzata e rielaborata in maniera più divertente (ma mai superficiale), riuscendo a comunicare messaggi profondi anche al pubblico più generalista. Il cinema di questi anni rappresenta un’Italia che è al tempo stesso divisa e unita, conformista e folle, tragica e comica.

Un ventennio in cui il cinema italiano, rinato grazie al Neorealismo, affronta una serie affascinante di autori e linguaggi. Quattro lustri raccontati attraverso l’occhio scrupoloso di tre distinti studiosi, «un libro tutt’altro che pleonastico o derivativo nonché adatto a un ampio arco di lettori. Un encomiabile lavoro comparatistico e bibliografico che i tre autori hanno portato a termine, affrontando difficoltà d’aggiornamento e orientamento enormi», afferma Valerio Caprara, nella prefazione.

Completano il volume quattro interviste esclusive a Carlotta Bolognini, Erminia Ferrari Manfredi, Vito Molinari e Marco Risi.

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Redazione

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