Il Reddito di cittadinanza non deve sostituire il lavoro

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Anna Tortora

Giorgia Meloni, con toni esagerati, ha definito, il Reddito di cittadinanza metadone di Stato.
Il ministro Giorgetti ha detto che serve lavoro, non quell’assegno e Conte definisce l’idea vigliacca. Sì, perché mentre un tempo si diceva “Il lavoro nobilita l’uomo”, secondo l’ex Premier (per fortuna ex) l’idea di poter lavorare è un’idea vigliacca. Lui che da “grande statista” ebbe bisogno di una task force per poter gestire un’emergenza sanitaria. Gestita, poi, malissimo.
Poveri lavoratori! Il 1 maggio dovremmo abolire anche la festa a noi dedicata.
Certamente in questa prospettiva, specie se si guarda alla situazione dell’economia nel nostro Paese, non può non venire in discussione la crisi del Welfare State.
E se guardiamo al nostro Continente, sappiamo benissimo i risultati delle economie statalizzate tipiche dei sistemi socialisti.
Il fallimento della totale politicizzazione dell’economia e della negazione di leggi “economiche” ha mostrato l’erroneità di un percorso lungo il quale finisca per essere ignorata la dimensione positiva del libero mercato e del lavoro.
Il Reddito di cittadinanza, così fatto, ha definito il declino dell’ethos. Declino che consiste nella riduzione progressiva del cittadino come suddito passivo di beni erogati dallo Stato.
Il problema è di formazione degli agenti della politica economica prima ancora che di individuazione degli strumenti atti a supportare l’agire in questo campo. Non si può usare il paravento della mancanza di lavoro per elargire redditi come se non ci fosse un domani, sminuendo chi ha lavorato una vita intera.
E non si può guardare lo Stato come una banca che deve dare soldi senza produrre.
Certamente il Reddito va dato a chi, in età non più giovane, perde il lavoro e non riesce più a trovarlo. Ma ci sono anche tanti percettori che preferiscono stare senza lavorare.
Caro Conte, non faccia il saccente con la sua voce gutturale che il più delle volte emana suoni privi di sinfonie.

NARDONE

“Il Reddito Di Cittadinanza può essere modificato, partendo dai principi ispiratori del reddito di inclusione (Rei). Vanno rafforzati quei meccanismi, spingendo sulla logica del collegamento con il mondo del lavoro, oggi completamente assenti dalla legge in vigore”.
Andrea Marcucci, PD

E infine il ministro Giorgetti…
“La Costituzione italiana recita che è il lavoro che ci rende pienamente cittadini. Lo sforzo è di trasformare il reddito di cittadinanza in lavoro di cittadinanza”

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Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.