“Il numero uno – confessioni di un marchettaro”, un libro dedicato ad una classe sociale vittima del precariato e dell’inflazione dei titoli di studio.

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Botta e risposta tra l’autore del libro Francesco Mangiacapra e Lucio Romano, senatore e docente di bioetica alla Federico II di Napoli.

NARDONE

Napoli, 4 mag. – Francesco Mangiacapra, laureato in giurisprudenza, «sex worker». Le sue scottanti rivelazioni storie di incontri “clandestini” con preti, avvocati e disabili, sono confluite in un libro: “Il numero uno – confessioni di un marchettaro”.

Un libro molto particolare, che la docente all’università Orientale di Napoli, Marina De Chiara porterà all’attenzione dei suoi studenti, per un confronto vivo sull’arte dello scandalo, per riflettere sul senso e il valore della denuncia. Cosa significa essere un escort . Infatti, venerdì prossimo, la professoressa terrà una lezione assieme al gigolò napoletano, su espressa richiesta di un suo studente, neolaureando e collaboratore.

Di tutt’altro avviso è Lucio Romano, senatore e docente di bioetica alla Federico II di Napoli: «L’iniziativa, pur rientrando nella libertà formativa propria dell’università, tuttavia trasmette un messaggio fuorviante e negativo: la commercializzazione del corpo. La dimensione sociologica del libro — spiega Romano — rischia di tradurre un aspetto descrittivo, per quanto marginale, ad una dimensione formativa di quasi accettazione del prostituirsi. Una generalizzazione è del tutto impropria perché altera il fondamento di relazioni umane che dovrebbero essere improntate al rispetto reciproco, alla complementarietà e alla tutela dell’assoluta dignità. Giustificare il ricorso alla prostituzione come un ripiego per un’attività lavorativa non trovata né cercata, trasmesse un ulteriore messaggio molto negativo perché significa che tutto sarebbe giustificabile».

La replica di Francesco è stata chiara: “Diversamente da quanto erroneamente affermato dal senatore Lucio Romano, ho sempre dichiarato apertamente che la mia rivendicazione di libertà e autodeterminazione non vuole rappresentare un modello da proporre o da imporre, ma solo una testimonianza umana e sociale di una classe vittima del precariato e dell’inflazione dei titoli di studio, situazioni che forse l’onorevole non conosce come le persone della mia generazione.
Invito pertanto il senatore Romano a venire ad ascoltarmi prima di giudicare un libro che non ha letto e che, ben lungi dall’essere un’apologia della prostituzione, rappresenta un manifesto di una generazione di cui la politica troppo spesso si disinteressa”.

 

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Redazione

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