Il mondiale entra nella fase clou ma la passione latita

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di Luca Muratgia.

Finita la fase a gironi, il mondiale Qatar 2022 entra nella fase decisiva con le partite ad eliminazione diretta che già hanno sancito i primi verdetti confermando, del resto, i pronostici della vigilia. La fase a gironi è stata molto combattuta e si è assistito ad incontri particolarmente incerti perché quelle che fino a venti anni fa venivano identificate come “squadre materasso “, destinate ad assumere in ruolo di comparsa, oggi risultano compagini particolarmente competitive in grado di ottenere risultati importanti anche contro nazionali sicuramente più accreditate e con una cultura calcistica storicamente più prestigiosa. L’evoluzione sopra riportata, è la inevitabile conseguenza della “globalizzazione calcistica “ perché il Senegal o il Marocco, tanto per citare esempi emblematici, annoverano tra le proprie fila giocatori che giocano da protagonisti nei campionati più ricchi e prestigiosi. In realtà si tratta di una “globalizzazione fittizia “ perché gli esempi sopra riportati, il Senegal o il Marocco appunto, non hanno campionati importanti e prestigiosi all’interno dei rispettivi stati nei quali possano confrontarsi i giocatori più forti delle rispettive nazionali, ma i giocatori più rappresentativi e maggiormente capaci di queste nazioni, “emigrano “ sempre verso campionati più ricchi come la Premier, la Liga, la Bundesliga e, in misura minore, anche nel campionato italiano.
Al netto delle imprevedibili sorprese, e di qualche risultato clamoroso che risulta comunque fisiologico in una competizione mondiale, questo torneo, in realtà ha riservato meno sorprese di quanto non si voglia far credere essendo stati rispettati, per grandi linee, i pronostici della vigilia. C’è stata l’inopinata eliminazione della Germania nella fase a gironi ma questo esito non rappresenta assolutamente una novità se si considera che nel 2010 l’Italia subì la medesima sorte in veste di campione del mondo in carica ad opera della Slovacchia e che nel 2018 la Croazia rischió addirittura la conquista del titolo mondiale nella finale disputata e persa contro la Francia oppure l’esempio della Corea del Sud che nel 2002 arrivò addirittura in semifinale.
Ad una attenta osservazione pare che questo tentativo di mostrare questo mondiale tanto spettacolare, non sia altro che un tentativo manipolatorio dei media per indorare al pubblico una competizione che non è mai piaciuta e che non ha mai entusiasmato per una quantità indecifrabile di motivi. Gli esorbitanti interessi economici gravitanti attorno all’organizzazione di Qatar 2022, gli scandali dovuti alla dilagante corruzione finalizzata all’ottenimento dell’assegnazione, i sacrifici in termini di vite umane per la costruzione delle infrastrutture, stadi compresi, fino ad ora inesistenti, il periodo invernale che ha reso necessaria l’interruzione di tutti i campionati al mondo con conseguenze ancora indecifrabili, hanno rappresentato un forte e forse decisivo deterrente all’entusiasmo degli appassionati.