Il giudice Rosario Angelo Livatino secondo Suor Anna Monia Alfieri e Catello Maresca : un uomo innamorato di Dio e della giustizia.

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Il giudice Rosario Angelo Livatino e’ il primo magistrato italiano a salire agli onori degli altari. La Congregazione per la Causa dei Santi ha indagato le motivazioni dell’uccisione concludendo che essa è avvenuto in <<odium fidei>>. La cerimonia di beatificazione si terra’ a Canicattì, nel luogo dove si consumo’ l’omicidio. E di lui papa Francesco, il 29 novembre del 2019,  aveva detto: «Livatino è un esempio non soltanto per i magistrati, ma per tutti coloro che operano nel campo del diritto: per la coerenza tra la sua fede e il suo impegno di lavoro, e per l’attualità delle sue riflessioni».

NARDONE

Il Monito ha intervistato due personalita’ : Suor Anna Monia Alfieri e il magistrato Catello Maresca.

“Il giudice Livatino rappresenta il modello del giovane idealista che resta tale, e’ quel magistrato che permette ai nostri ragazzi di recuperare il rapporto fiduciario con la magistratura. E’ nel sistema ma si oppone al sistema. Forse egli era consapevole del pericolo che correva nell’ essersi opposto al sistema e qui l’ eroicita’ dei magistrati che costi quel costi sono disposti a dare la vita per difendere gli ideali di giustizia. La confusione tra bene e male genera sfiducia nei confronti di questo potere che trova nel sacrificio umano la ragione di essere : un cattolico integro fino in fondo. Per i giovani di Chiesa e delle Istituzioni Livatino e’ un monito. Aveva dei grandi maestri. Livatino non si serve della sua fede, della magistratura ma serve la Chiesa ed e’  servitore dei cittadini compiendo il suo operato fino in fondo e lo fa con gesti semplici, ordinari anche rifiutando che gli vengano pagate le paste. Non esistono le mezze misure, non c’è spazio per il <<sine glossa>>,  per non consentire fraintendimenti e strumentalizzazioni”. Così suor Anna Monia Alfieri.

“Quando penso al modello di magistrato che ho nella mente mi rappresento Rosario Livatino”, dice Catello Maresca. “Chi oggi per ragioni di celebrazioni scopre Rosario Livatino, ucciso a 38 anni quand’era in magistratura gia’ da 12 anni, vittima della mafia che infesta il nostro Paese, dimentica che quest’ uomo oltre ad essere innamorato di Dio era anche innamorato della giustizia. La storia di un magistrato modello che stride con l’ immagine odierna di una magistratura squassata da vicende inquietanti, poco edificanti, scandali, corvi, dossieraggi e finti moralisti in toga che di giorno pontificano su trasparenza e indipendenza della magistratura e di notte siedono allo stesso tavolo di chi quelle doti, quelle virtù che la stragrande maggioranza delle toghe pratica e non predica, vorrebbe negarle davvero subdolamente. Livatino non sara’ mai l’eroe dei rappresentanti della degenerazione della magistratura perche’ mai aderì alle correnti. Livatino tutelava la giustizia, nient’altro che la giustizia”, conclude Catello Maresca.

 

 

 

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Rosa Criscuolo

Legale , giornalista , membro del comitato radicale italiani . È' stata opinionista radio e TV . Vive tra Napoli e Roma. [email protected]