Il Fascismo fa comodo solo agli antifascisti

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Anna Tortora

Il Fascismo rivive grazie a fantomatici antifascisti. Senza di essi, ne sentiremmo parlare solo come una dittatura del secolo scorso.
L’ antifascismo vuole zittire con offese gratuite chiunque non sia di sinistra.
“Il Fascismo è un metodo. Puoi dirti di destra o di sinistra, ma se usi violenza e sopraffazione contro gli avversari politici, sei un fascista. Punto. Per piacere, non usate l’antifascismo per delegittimare gli avversari, come è stato fatto dal fanfascismo a Berlusconi. Grazie!”
Antonio Palmieri, Forza Italia

NARDONE

Andiamo nello specifico.
“In tema di contraddizioni antifasciste.
Qualche considerazione minima e sparsa, a mezza via tra il diritto e la politica.
Premesso che non ho nulla a che vedere e da spartire con la visione politica di Forza Nuova.
I democratici PD e stellati si stanno contorcendo per lo scioglimento di Forza Nuova. Con ogni evidenza la motivazione risiede nell’asserito fascismo della formazione.
Tuttavia, a legislazione vigente, la ricostituzione del partito fascista e la minore ipotesi di apologia del fascismo costituiscono fattispecie astratte di reato e se gli appartenenti ad un movimento siano ritenuti, con sentenza definitiva, responsabili del primo delitto e fossero membri del movimento o se lo stesso movimento fosse, sempre con sentenza definitiva, ritenuto quale ricostitutivo del PNF, allora e solo allora, il movimento in questione potrebbe essere disciolto o si potrebbe legittimamente chiederne lo scioglimento.
Ebbene, con riguardo a Forza Nuova, lo stato dell’arte vede, ad oggi, un movimento certamente non assoggettato a giudizio per uno dei reati di cui sopra e, addirittura, reduce da plurime e recenti partecipazioni a democratiche competizioni elettorali. Nessuno quindi ne potrebbe prendere e nemmeno ipotizzare lo scioglimento. Ma se tale scioglimento viene invocato e preteso in parlamento, e non si capisce se attraverso l’approvazione di una legge ad hoc o una iniziativa amministrativa sollecitata al compiacente ministro degli interni, ebbene allora sono PD e stellati che, con metodo fascista, si ergono a giudice e giuria, processano sommariamente, e senza averne il diritto né il potere, Forza Nuova, la “condannano ” per il delitto di fascismo e la giustiziano per mezzo di scioglimento. Del resto, ciò si sta verificando non a causa ed in conseguenza del programma politico del movimento ma in conseguenza di condotte personali, individuali e soggettive di suoi singoli appartenenti. Si vorrebbe, quindi, sciogliere Forza Nuova per…responsabilità oggettiva!
È ovvio ed evidente che siffatta iniziativa è totalmente politica ma sono proprio tale natura e i presupposti che le danno vita a illustrare in modo incontestabile l’intento, questo si, totalitario che muove i suoi ispiratori. Essi, infatti, partendo da un pretesto, stanno cercando di annientare un pensiero, una visione politica per mera ostilità di parte. E allora la domanda è inevitabile: in questa storia, da che parte stanno i “fascisti “? Da che lato del tavolo sono seduti gli adepti del totalitarismo? Se manca il reato da contestare al movimento in quanto tale (e manca, perché non vi è sentenza definitiva che accerti il fascismo di Forza Nuova) chi oggi ne pretende lo scioglimento senza reato ma per ragioni politiche, come deve definirsi?
Piaccia o meno, l’esistenza nel nostro ordinamento di un reato specifico è condizione necessaria per decidere se una pretesa di scioglimento senza reato accertato sia, essa si, una pratica totalitaria. E lo è. Certamente.”
Luigi Bobbio, magistrato e già senatore della Repubblica

In effetti…
“Il solo fascismo che vedo è la tracotanza di chi, puntualmente, perde le elezioni e comunque governa. Il PD ne sa qualcosa, no?”
Vittorio Sgarbi

E ancora Sgarbi
“Ė in corso un’azione di inquinamento della battaglia politica introducendo un rischio fascismo che non c’è. In realtà, non c’è nessun pericolo fascista, ma al contrario c’è una dimensione di complotto per costruire l’idea di un isolamento dell’area della destra della Meloni. Un’azione avviata anche con l’obiettivo di “cercare di isolare Enrico Michetti in una specie di angolo neofascista.
Tutto comincia con l’infiltrato di Fanpage che cerca per forza il reato per costruirlo così come abbiamo visto delle conversazioni che riguardano Carlo Fidanza. Si continua poi con gli infiltrati che sono evidenti nei cortei per trasformare un gruppo di persone che hanno una visione diversa in fascisti. Prima lo si è fatto a Silvio Berlusconi e a Matteo Salvini e adesso si attacca la Meloni.
Il rischio fascismo non esiste, esistono alcuni facinorosi che sono 100 rispetto ai 30mila che manifestano. Le persone qualunque, a partire dal gruppo ‘Io apro’, che difendono le loro libertà democratiche elementari, sono fatte coincidere con il picchiatore fascista che è una cosa invereconda.
Il primo elemento negativo è l’informazione perché, invece di far vedere poliziotti che in tre picchiano un ragazzo, fa vedere soltanto quelli andati alla Cgil. È evidente che entrambe le cose possono essere reali: una è un effetto di fanatismo di alcuni, l’altra è un’azione violenta che viene dai poliziotti.”
Diciamo in maniera dozzinale, ma altamente incisiva, che a sinistra sono oltre il ridicolo. Non si offendano.
“Gridano al ritorno del fascismo e chiedono di sciogliere l’unica opposizione del parlamento. Mussolini redivivo avrebbe già adottato Provenzano come guru social.”
Gianfranco Rotondi, Verde è popolare

Ancora Rotondi…
“Da Provenzano vengono affermazioni deliranti: propone nientemeno che lo scioglimento di ‘Fratelli d’Italia’ a causa degli incidenti romani da cui peraltro la Meloni e tutto il centrodestra hanno preso immediatamente le giuste distanze.
Ai tempi della buona politica, il professor Buttiglione ci insegnava che ‘fascismo’ viene da ‘fascio’, ossia dalla suggestione di unire tutte le forze e culture politiche in un solo fascio unitario.
Ecco, proporre lo scioglimento della sola opposizione del parlamento mi sembra un’ottima prova di neofascismo per il camerata Provenzano.”

A sinistra usano l’antifascismo come paravento per millantare una bontà infusa. Quando capiranno che sono patetici?

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Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.