Il Dragone cinese non scende a compromessi con gli Usa. Le sanzioni alla Russia stanno creando una nuova cortina di ferro

Condividi
anna tortora
Anna Tortora

Nessuno dovrebbe sottovalutare la “ferma determinazione, ferma volontà e forte capacità” della Cina di salvaguardare la sua sovranità e integrità territoriale, ha affermato il portavoce del Ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin dopo le affermazioni del Presidente degli Stati Uniti Joe Biden.
“Su questioni che riguardano la sovranità, l’integrità territoriale e altri interessi fondamentali della Cina, nessuno si aspetterà che la Cina scenda a nessun compromesso.”
Gli Stati Uniti dovrebbero evitare di inviare segnali sbagliati alle forze separatiste dell'”indipendenza di Taiwan”, per timore di danneggiare gravemente le relazioni Cina-USA e la pace e la stabilità attraverso lo Stretto di Taiwan, ha affermato Wang.
Dall’ambasciata della Repubblica popolare Cinese in Italia

Beh…
“Se Putin è bullo, gli Stati Uniti sono 100 mila volte più bulli”
Nicolai Lilin, scrittore

“Attenzione, Asia-Pacifico! Gli Stati Uniti cercano di nuovo di ottenere qualcosa senza offrire nulla in cambio
Il 23, il leader statunitense, in visita in Giappone, ha annunciato il lancio del cosiddetto ‘Indo-Pacific Economic Framework’ (IPEF). Tuttavia, i contenuti principali di questo quadro sono vaghi, tranne per il fatto che sostiene il disaccoppiamento dalla Cina nella catena di approvvigionamento senza ridurre in modo esplicito le tariffe di accesso al mercato statunitense. Alcuni analisti sostengono che si tratta semplicemente di una manovra con cui gli Stati Uniti cercano di ottenere qualcosa senza offrire nulla in cambio.
Il concetto del cosiddetto IPEF è stato introdotto dal leader statunitense in occasione della sua partecipazione in videoconferenza al Vertice dell’Asia orientale ad ottobre dello scorso anno. La rappresentante degli Stati Uniti per il commercio Katherine Tai ha affermato che l’IPEF rappresenta un “efficace contrappeso” alla crescente influenza della Cina. È chiaro che l’IPEF è quasi fatto su misura per la Cina ed è essenzialmente uno strumento politico degli Stati Uniti per mantenere l’egemonia economica regionale, piuttosto che un accordo di libero scambio con riduzione delle tariffe e apertura del mercato.
Gli Stati Uniti, tuttavia, hanno sottovalutato il giudizio della maggior parte dei Paesi della regione. Da un lato, per quanto riguarda il contenuto dell’IPEF, gli Stati Uniti affermano che coopereranno con i Paesi dell’Asia-Pacifico in materia di economia digitale, stabilità della catena di approvvigionamento, infrastrutture delle energetiche pulite e lotta alla corruzione. Tuttavia, molti Paesi dell’Asia-Pacifico hanno avanzato dubbi poiché non risulta chiaro quale forma e funzione avrà questa cooperazione, perché gli Stati Uniti chiedono di più ma danno di meno e perché la continuità può trasformarsi in un problema.
La ragione più importante è che i Paesi della regione sono molto preoccupati per il “ritiro dalle organizzazioni e la distruzione dei patti” da parte degli Stati Uniti, e questo “deficit di fiducia” è difficile da eliminare. Qualche anno fa, il Trans-Pacific Partnership (TPP), guidato dagli Stati Uniti, aveva completato diversi cicli di negoziati, ma è stato stracciato dagli stessi Stati Uniti a causa del cambio di “padrone” alla Casa Bianca.
L’Asia-Pacifico è una regione particolarmente capace di accettare la globalizzazione e il libero scambio con risultati eccezionali in questi settori. In particolare, l’entrata in vigore del Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP) quest’anno ha contribuito fortemente a liberalizzare e a facilitare il commercio e gli investimenti nella regione. In qualità di seconda economia mondiale, la Cina è diventata il principale partner commerciale della maggior parte dei Paesi della regione.
L’Asia-Pacifico è un terreno fertile per la cooperazione e lo sviluppo, non una scacchiera per i giochi della geopolitica. I Paesi asiatici devono tenere gli occhi aperti, stare all’erta e tenere il destino del loro sviluppo saldamente nelle proprie mani. Coloro che desiderano isolare la Cina scopriranno che alla fine saranno loro stessi a rimanere isolati.”
Radio Cina Internazionale

E ancora…
“Il 22 maggio, in un’intervista in collegamento video con un media bielorusso, Mekinsky, capo della delegazione negoziale e assistente del presidente russo, ha affermato che la Russia non si è mai rifiutata di negoziare con la parte ucraina, compresi i negoziati al più alto livello.”
Radio Cina Internazionale

La Russia sta analizzando il piano presentato dall’Italia per trovare una soluzione alla guerra in Ucraina. Ad affermarlo è il viceministro degli Esteri, Andrei Rudenko.
“La raffica di sanzioni e misure punitive dell’Occidente contro la Russia sta creando una nuova cortina di ferro. Di fronte all’avventura militare della Russia, la Germania ha intrapreso una grande svolta geopolitica che viene sfruttata da Washington per logorare l’Orso russo al fine di isolare e concentrarsi maggiormente sul Dragone cinese.”
Juan Chingo, giornalista

Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.