Il Consiglio dei Ministri approva il decreto ristoro: ecco le misure contenute

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Il Consiglio dei Ministri ha approvato il cosiddetto Decreto Ristori, contenente le misure per indennizzare le categorie colpite dall’epidemia di coronavirus.

NARDONE

Dopo l’approvazione del Dl Ristori in un Consiglio dei ministri velocissimo, e prima della riunione con i capigruppo di maggioranza, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha illustrato i dettagli del provvedimento in conferenza stampa. Con lui anche i ministri dell’Economia, Gualtieri e dello Sviluppo economico, Patuanelli.

“I contributi a fondo perduto” previsti dal dl ristori “arriveranno direttamente sul conto corrente con bonifico dell’Agenzia delle entrate, in automatico nei prossimi giorni. Già a metà novembre chi aveva aderito alla prima edizione del contributo a fondo perduto li avrà, successivamente anche gli altri”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Ora il nostro obiettivo è mettere sotto controllo la curva epidemiologica e mettere in sicurezza il Paese.

Le nostre scelte possono essere sindacate ma non abbiamo agito in modo discriminato, non abbiamo chiuso attività che ritenevamo meno importanti di altre, non ci sono attività di serie a e di serie b”. “Ho firmato il Dpcm solo quando ero sicuro che le risorse ci fossero. “Al Dl Ristori, approvato oggi in Cdm, “abbiamo lavorato parallelamente all’ultimo Dpcm, che ho firmato attorno all’una di notte, solo quando eravamo sicuri che le risorse c’erano”, per gli aiuti e gli “stanziamenti assicurati”. “Per questo dpcm abbiamo iniziato a riunirci alle 6,30 del mattino fino a mezzanotte con i capi-delegazioni, e ovviamente c’era anche Italia Viva. E’ stato uno sforzo collettivo, fatto incontrando anche i ministri competenti e le opposizioni, e siamo arrivati a queste conclusioni nella consapevolezza che fossero quelle giuste, anche se sofferte”.

Lo sforzo che stiamo facendo è quello di non introdurre nuove tasse, stiamo facendo sforzo incredibile per non creare nuova tassazione”.

“Si tratta di un decreto che mobilita una massa consistente di risorse. Il decreto vale 5,4 miliardi di indebitamento netto, con 6 miliardi di saldo da finanziare”. Così il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in conferenza stampa a palazzo Chigi. “Si tratta di provvedimento significativo che ritenevamo doveroso che è stato messo in campo a tempo di record”.

 

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Redazione

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