Il caso Mattia Feltri

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Anna Tortora
Anna Tortora

Che sia in atto un cambiamento nel nostro modo di comunicare e produrre significati, è del tutto scontato; come questo stia avvenendo è molto meno chiaro e credo che lo dimostri anche la riflessione che ho tentato di abbozzare.
“Scrivo della vicenda Boldrini, Feltri, Huffington – come si dice- a ‘bocce ferme.’ Da comunista, percepisco sulla mia pelle la censura praticamente totale da parte di tv, programmi giornalisti e testate della cosiddetta sinistra, evidentemente reo di rammentare loro il tradimento più vergognoso delle idee di solidarietà e giustizia sociale. Ho invece sempre disprezzato politicamente chi, come la Boldrini,  ha fatto del sensazionalismo sul nulla, dalla improbabile declinazione al femminile di nomi e pronomi a vicende di finta censura come questa del suo articolo non pubblicato, che si poteva altresì risolvere applicando del puro buon senso. Come militante politico e collega, do la mia solidarietà al giornalista Mattia Feltri, direttore di testata con idee a me avverse, ma leale nelle questioni tra le persone, oggi merce rara. Anche io non avrei mai permesso che qualcuno mi ‘obbligasse’ ad ospitare una voce contro un mio genitore, fosse anche il talvolta irricevibile Vittorio Feltri”.
Marco Rizzo

NARDONE

Vorrei fare un esempio banale per rendere la cosa, seppur ovvia. Mia madre è berlusconiana, non c’è momento in cui Berlusconi non venga elevato a migliore politico, uomo, imprenditore da parte sua. Se qualche onorevole mi chiedesse di pubblicare un articolo contro mia madre, io non lo farei. Gli direi di rivolgersi a qualche altra testata.
“Il miglior pezzo di Vittorio Feltri è senz’altro Mattia e il miglior pezzo di Mattia Feltri è aver appreso la lezione del padre: prosa asciutta, testa indipendente, pane al pane e vino al vino.
Il resto son scemenze gaglioffe”.
Giancristiano Desiderio

La Boldrini è stata talmente amata come Presidente della camera, che alle elezioni del 2018 ha preso una manciata di voti e solo grazie al ripescaggio è in Parlamento.
Ma niente, lei deve creare il caso. Quale migliore argomento se non il Vittorione Feltri che, con le sue uscite piuttosto crude, ha indignato la super Presidente?
“Laura Boldrini accusa di ‘censura’ il direttore di HuffingtonPost.it Mattia Feltri perchè non ha pubblicato sul giornale che dirige un articolo in cui insultava suo padre, Vittorio. Surrealismo puro, rivelatore di una concezione un po’ maoista e molto eutoreferenziale della democrazia”.
Andrea Cangini

No, la Boldrini non demorde e sulla sua pagina continua a scrivere di Mattia Feltri a cui però, non ha risposto. Lui le ha telefonato e ha sbagliato, non doveva pubblicare e basta. È stato ingenuo e sin troppo cortese a chiamarla, evidentemente credeva di poter fare un colloquio tra persone ragionevoli. Lei, invece, ne ha approfittato amplificando la sua notizia sull’acceleratore mediatico della misoginia, del sessismo, della violenza sulle donne.
“Ebbene, oggi la neolingua praticata dai Buoni vuole convincerci delle seguenti definizioni, anzi vuole spacciarcele per assiomi, ovvietà del (non) senso comune, per ‘rendere impossibile ogni altra forma di pensiero’. ‘Libertà di stampa’ significa ‘obbligo da parte della stampa di pubblicare qualunque contenuto gli venga inviato da un esponente del potere politico’. ‘Scelta editoriale’, se si manifesta come scelta sbagliata, ovvero scelta sgradita al suddetto potere politico, significa ‘censura’. Giornale significa buca delle lettere a disposizione del potere politico. Manca l’esplicito ‘libertà di schiavitù’ orwelliano, ma ci arriveremo”.
Giovanni Sallusti

Credo che sia in atto, già da tempo, una crisi di ogni concezione che vede il senso di una notizia, di un fatto, nell’adeguamento dei mezzi di comunicazione, delle forme del comunicare, delle ideologie, ai cambiamenti strutturali. Forse per questo anche l’iniziativa culturale è diventata spettacolo; chi fa un convegno o una riflessione cerca di rivolgersi ad un giornale, da cui avere audience: vuole avere un riconoscimento da quella che è diventata una nuova forma di soggettività. Un direttore ha voce in capitolo su cosa pubblicare e cosa no, la Boldrini troverà un’altra testata che possa accogliere le sue riflessioni.
A Mattia Feltri tutta la mia solidarietà.

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Anna Tortora

Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.